Il Colosseo

raffigurata sulla moneta da 5 Eurocentesimi

Quamdiu stabit Colyseus stabit et Roma.
Quamdiu cadet Colyseus cadet et Roma.
Quamdiu cadet Roma cadet et mundus.


     (profezia del Venerabile Beda, circa 700 dC)

"Fin quando il Colosseo sarà in piedi, Roma sarà in piedi.
Quando il Colosseo crollerà, Roma crollerà.
Quando crollerà Roma, crollerà il mondo."
Il Colosseo è una delle più grandi testimonianze della civiltà romana, e il più famoso simbolo della città di Roma.
Il suo nome originale è Anfiteatro Flavio, dal nome della gens a cui apparteneva l'imperatore Vespasiano, che ne avviò i lavori a partire dal 72 dC; era così ansioso che l'opera fosse portata a compimento che nel 79, poco prima di morire, inaugurò ufficialmente la struttura nonostante fosse edificata solo in parte. Fu completata sotto suo figlio Tito (81) mentre l'altro suo figlio, Domiziano (che regnò dall'81 al 96) vi apportò solo delle rifiniture.
Qualche anno prima della sua costruzione, l'area dove sorge il Colosseo era occupata da un laghetto artificiale, situato nei vastissimi giardini della Domus Aurea di Nerone; come gran parte delle strutture appartenenti alla favolosa villa, dopo la morte del proprietario anche il laghetto fu riempito di terrae riutilizzato come terreno edificabile.

All'esterno si compone di tre livelli, ciascuno con ottanta archi, più un quarto livello o attico con 240 finestre più piccole. Ai primi tre livelli gli archi si alternano con colonne, i cui capitelli sono scolpiti secondo i tre stili classici (dal basso: dorico, ionico e corinzio).
Gli archi del piano a terra fungevano da ingressi individuali all'anfiteatro: sopra a ciascuno di essi è inciso un numero romano da I (uno) a LXXX (ottanta).

Invece gli archi del secondo e terzo livello un tempo erano occupati da statue, nessuna delle quali è rimasta al suo posto; alcuni frammenti di una di esse sono stati rinvenuti di recente (2008) durante uno scavo all'esterno dell'estremità meridionale dell'anfiteatro.

Nelle viscere dell'edificio corre un complesso sistema di corridoi e scalinate, sufficientemente larghi da consentire all'enorme folla degli spettatori di non rimanere accalcata.

Le sue dimensioni all'epoca dovevano apparire davvero gigantesche: misura 188 metri di lunghezza per 156 metri di larghezza, con un perimetro di 527 metri.
Ha la forma di un ovale regolare: a differenza dei teatri, gli anfiteatri, dal greco amfi amphi ("attorno") e qeatron theatron ("teatro"), avevano gli spalti per il pubblico tutt'attorno all'arena.

Il nome Colosseo cominciò ad essere usato nell'alto medioevo (l'anzidetta profezia del Venerabile Beda ne è uno dei primi esempi), probabilmente dall'enorme statua dell'imperatore Nerone, cioè un colosso, che una volta fronteggiava l'estremità settentrionale della costruzione, raggiungendo circa 32 m di altezza. Quando la Domus Aurea venne distrutta il colosso fu trasferito in questo luogo. Nonostante le sue dimensioni gigantesche, della famosa statua non è mai stata trovata traccia.
le dimensioni del Colosseo
Altri sostengono che il nome deriverebbe dal Collis Iseum, cioè la vicina propaggine del colle Esquilino dove un tempo sorgeva il maggiore dei templi dedicati a Iside e Serapide, divinità egizie il cui culto era molto diffuso nella Roma imperiale, soprattutto tra gli esponenti dell'alta società.

Secondo un'altra curiosa teoria, il nome potrebbe essere la corruzione di Colys eum? ("tu lo adori?"), una domanda che faceva parte di un rituale satanico. Infatti fino al periodo tardo-rinascimentale il Colosseo fu spesso scelto come luogo segreto dove officiare nottetempo riti pagani e di magia nera.

Per gli antichi romani questa costruzione era l'equivalente di un moderno stadio, e ospitava principalmente tre tipi di evento: Munera, Venationes e Naumachiae.

Munera: questi erano i tornei principali, in cui gladiatori combattevano uno contro l'altro: il vincitore di un duello sfudava il vincitore di un altro duello, e così via fino a quando di molti partecipanti non fosse rimasto un unico vincitore. I gladiatori dovevano il loro nome al gladio, la corta spada a punta e a doppia lama che alcuni di essi usavano. In effetti si dividevano in diverse categorie , ciascuna delle quali si caratterizzava per una certa modalità di combattimento, a seconda delle armi e delle protezioni in dotazione. Inoltre non tutte le categorie sono esistite allo stesso tempo, essendosi alcune di esse sviluppate da schemi precedenti.
Le tipologie di gladiatore più comuni erano le seguenti:
elmo indossato dai Murmillones
  • i Secutores ("inseguitori") portavano un elmo a forma di globo, gambali e tenevano uno scudo arrotondato con braccio sinistro, mentre quello destro era protetto da una manica (equivalente del gambale) e in mano teneva una spada detta sica, più corta dello stesso gladio;
  • gli Hoplomachi ("combattenti come gli Oplites", cioè i soldati della fanteria pesante greca) portavano un elmo, gambali e reggevano a sinistra uno scudo e una corta spada, mentre la destra era protetta da una manica e reggeva una lancia;
  • i Thraeces erano fisicamente più esili e indossavano un corpetto di cuoio, un elmo decorato con un grifone o con delle piume, gambali e portavano una sica ricurva e uno scudo rotondo;
  • i Murmillones portavano un ampio casco con una griglia a protezione del volto, gambali e reggevano in mano un tipico gladio e uno scudo lungo di forma rettangolare, simile a quello della fanteria romana;
  • i Retiarii non avevano protezioni se non una manica metallica sul braccio sinistro che terminava in una placca fissata alla spalla, a protezione del collo; avevano una rete, un tridente e un pugnale a lama larga detto pugium; queste armi ricordavano gli strumenti del pescatore, probabilmente in collegamento col culto di Nettuno, dio dei mari.
  • Fonti letterarie citano diverse altre categorie, ma tutte assai meno comuni.
    Di solito combattevano tra di loro categorie specifiche: i Retiarii venivano abbinati ai Secutores o agli Hoplomachi, mentre i veloci Thraeces combattevano contro i Murmillones, resi più lenti dal pesante equipaggiamento.

    Gli scontri assai spesso si concludevano con la morte del perdente: un gladiatore poteva morire in combattimento per mano dell'avversario, ma se veniva atterrato ancora vivo, l'ultima parola spettava all'imperatore, che di solito presenziava al torneo. Se a suo parere (talora parzialmente influenzato dalla folla urlante) il perdente aveva combattuto coraggiosamente, gli avrebbe risparmiato la vita; altrimenti lo avrebbe fatto finire seduta stante dall'avversario (i gladiatori ricevevano anche uno specifico addestramento ad uccidere l'avversario a terra senza esitazione).
    Inoltre ogni imperatore aveva le proprie simpatie per una delle categorie o per l'altra. Ad esempio, Tito parteggiava per i Thraeces, mentre suo fratello Domiziano amava gli Hoplomachi. Invece nessuno facva il tifo per i Retiarii, che venivano tenuti più in bassa considerazione, fondamentalmente perché non portavano l'elmo e la loro arma principale, la rete, era considerata "meno virile" di una spada.

    Oggigiorno questo tipo di divertimento sarebbe considerato inaccettabile a causa della sua brutalità, ma questa era l'opinione anche di un certo numero di romani più acculturati. Tuttavia la grande maggioranza delle persone con questi spettacoli truculenti si divertiva davvero.
    Venationes ("cacce"): un altro tipo di spettacolo sanguinario consisteva nel cacciare e uccidere animali selvatici, quali elefanti, coccodrilli, leoni, tigri, zebre, ippopotami, e numerose altre specie, condotte a Roma in grande quantità per questo scopo, dai territori imperiali dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente. Lo spettacolo si svolgeva in una scenografia esotica che ricreava l'ambiente selvatico, realizzata disponendo tutt'intorno all'arena scenari dipinti. I combattenti che prendevano parte a queste "cacce" erano detti bestiarii e venivano guardati dall'alto in basso dai veri e propri gladiatori. Anche loro, però, avevano la stessa estrazione sociale.
    Nel corso delle manifestazioni per l'apertura del Colosseo, che secondo alcune fonti storiche durarono 100 giorni, furono uccisi circa 5.000 animali selvatici.
    il Colosseo nel suo scenario originale
(plastico nel Museo della Civiltà Romana)

    Naumachiae: queste erano finte battaglie navali, per le quali però venivano impiegate navi autentiche, messe in scena allagando l'arena con enormi quantità d'acqua. Oltre al Colosseo, altri stadi più piccoli vennero costruiti apposta per ospitare questo curioso tipo di spettacolo, a cui amavano assistere tanto gli imperatori (in particolare Ottaviano Augusto) che il popolo. Di conseguenza, nel Colosseo le naumachiae avevano luogo piuttosto di rado.

    Invece non vi è alcuna prova storica che nel Colosseo si svolgessero uccisioni dei seguaci del Cristianesimo, facendoli combattere contro feroci belve, sebbene questa sia divenuta una credenza comune.

    l'ingresso n.48
    Il pubblico accedeva all'edificio da 80 ingressi; erano tutti numerati, poiché numerosi spettatori erano in possesso di ciò che oggi chiameremmo una tessera, o abbonamento, consistente in un contrassegno recante un simbolo in rilievo, simili a quelli mostrati qui sotto, che cambiava a seconda dell'accesso e dell'ordine di posti.
    Il Colosseo poteva contenere fino a circa 70.000 persone, molte delle quali sedute. I sedili erano di legno e mattoni, tranne quelli del palco imperiale, che erano di marmo. I pochi spettatori rimasti senza posto potevano stare in piedi nel settore più alto.
    tessere d'accesso a spettacoli vari, nel Museo Nazionale Romano
    In cima all'edificio un sistema di vele, funi e carrucole, manovrate da marinai di una particolare divisione della marina militare, potevano essere dispiegate a coprire il pubblico, per ripararlo da una lunga esposizione al torrido sole estivo.

    Il pavimento dell'arena era fatto con tavole di legno ricoperte di sabbia. Sotto di esso era un complicato sistema di gallerie e locali, di cui oggi si vedono i resti, dato che del pavimento non ne è rimasta traccia. Erano usati come deposito per le armi, gli attrezzi e gli scenari.
    Anche gli animali selvatici vi erano tenuti in gabbie; al momento opportuno venivano condotti in scena lungo rampe di accesso all'arena, o grazie ad un certo numero di montacarichi.

    Fu l'imperatore Onorio, un cristiano particolarmente fervente, che nel 404 pose fine ai combattimenti tra gladiatori; invece le "cacce" agli animali cessarono circa un secolo dopo. Pertanto all'inizio del medioevo il Colosseo cadde in uno stato d'abbandono.

    Anno dopo anno, decennio dopo decennio, l'arena si trasformò in un enorme aquitrino, pieno di fango, finché nel corso dell'XI secolo la potente famiglia dei Frangipane ne fece la propria fortificazione, includendo tra gli altri resti anche il vicino arco di Tito. La fortezza arrivava in altezza fino al secondo ordine di arcate; oggi non ne rimane traccia.
    Circa 200 anni dopo divenne proprietà di un'altra famiglia nobile, gli Annibaldi, e in ultimo finì nelle mani del papato: ciò provocò il ritorno del Colosseo in una condizione di completo oblìo, anzi il monumento venne depredato di diversi frammenti marmorei, utilizzati per produrre calce oppure reimpiegati in opere edilizie.
    l'altezza del Colosseo, calcolata dal livello del suolo, è di 57 metri

    Tali frammenti giacevano già in terra, come conseguenza di diversi terremoti che colpirono Roma soprattutto nel corso del XIV secolo. Anche le parti metalliche del Colosseo furono asportate e riciclate; i grossi fori visibili al giorno d'oggi (illustrazione in basso) sono quelli lasciati dalle grappe metalliche trafugate, che una volta tenevano assieme i blocchi.

    i numerosi fori lasciati dalle grappe trafugate
    Fra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo l'interesse dei papi si rivolse di nuovo al Colosseo, in seguito alla credenza che la sua arena fosse stata il teatro del martirio di molti cristiani. Il sito fu quindi liberato dai molti ladri e prostitute che avevano scelto queste rovine come proprio rifugio, e chiuso con cancellate. Un certo numero di simboli cristiani, fra i quali una piccola chiesa, vennero posti fra gli antichi resti.

    Quando il papato cadde (1870) ebbe luogo una vera campagna di restauro all'edificio: l'intera parte centrale venne liberata dagli alberi e dalla vegetazione selvatica, cresciuta sopra l'arena per oltre mille anni, e qualche aggiunta moderna venne rimossa. Nel corso di successivi scavi furono rinvenute le gallerie sotterranee.
    Tra i resti più curiosi ritrovati in questo luogo sono i molti noccioli di frutta gettati via da spettatori che nel corso di uno spettacolo avevano mangiucchiato pesche ed olive, quasi duemila anni fa.
    nell'anno 2000 il Colosseo ha ospitato un'opera teatrale, il suo primo spettacolo da oltre 1000 anni


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