Il Colosseo raffigurata sulla moneta da 5 Eurocentesimi |
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| Quamdiu stabit Colyseus stabit et Roma. Quamdiu cadet Colyseus cadet et Roma. Quamdiu cadet Roma cadet et mundus. (profezia del Venerabile Beda, circa 700 dC) "Fin quando il Colosseo sarà in piedi, Roma sarà in piedi. Quando il Colosseo crollerà, Roma crollerà. Quando crollerà Roma, crollerà il mondo." |
Invece gli archi del secondo e terzo livello un tempo erano occupati da statue, nessuna delle quali è rimasta al suo posto; alcuni frammenti di una di esse sono stati rinvenuti di recente (2008) durante uno scavo all'esterno dell'estremità meridionale dell'anfiteatro. |
Ha la forma di un ovale regolare: a differenza dei teatri, gli anfiteatri, dal greco amfi amphi ("attorno") e qeatron theatron ("teatro"), avevano gli spalti per il pubblico tutt'attorno all'arena. Il nome Colosseo cominciò ad essere usato nell'alto medioevo (l'anzidetta profezia del Venerabile Beda ne è uno dei primi esempi), probabilmente dall'enorme statua dell'imperatore Nerone, cioè un colosso, che una volta fronteggiava l'estremità settentrionale della costruzione, raggiungendo circa 32 m di altezza. Quando la Domus Aurea venne distrutta il colosso fu trasferito in questo luogo. Nonostante le sue dimensioni gigantesche, della famosa statua non è mai stata trovata traccia. |
Altri sostengono che il nome deriverebbe dal Collis Iseum, cioè la vicina propaggine del colle Esquilino dove un tempo sorgeva il maggiore dei templi dedicati a Iside e Serapide, divinità egizie il cui culto era molto diffuso nella Roma imperiale, soprattutto tra gli esponenti dell'alta società. Secondo un'altra curiosa teoria, il nome potrebbe essere la corruzione di Colys eum? ("tu lo adori?"), una domanda che faceva parte di un rituale satanico. Infatti fino al periodo tardo-rinascimentale il Colosseo fu spesso scelto come luogo segreto dove officiare nottetempo riti pagani e di magia nera. |
Venationes ("cacce"): un altro tipo di spettacolo sanguinario consisteva nel cacciare e uccidere animali selvatici, quali elefanti, coccodrilli, leoni, tigri, zebre, ippopotami, e numerose altre specie, condotte a Roma in grande quantità per questo scopo, dai territori imperiali dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente. Lo spettacolo si svolgeva in una scenografia esotica che ricreava l'ambiente selvatico, realizzata disponendo tutt'intorno all'arena scenari dipinti. I combattenti che prendevano parte a queste "cacce" erano detti bestiarii e venivano guardati dall'alto in basso dai veri e propri gladiatori. Anche loro, però, avevano la stessa estrazione sociale.
Nel corso delle manifestazioni per l'apertura del Colosseo, che secondo alcune fonti storiche durarono 100 giorni, furono uccisi circa 5.000 animali selvatici. |
Il pubblico accedeva all'edificio da 80 ingressi; erano tutti numerati, poiché numerosi spettatori erano in possesso di ciò che oggi chiameremmo una tessera, o abbonamento, consistente in un contrassegno recante un simbolo in rilievo, simili a quelli mostrati qui sotto, che cambiava a seconda dell'accesso e dell'ordine di posti.
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Anche gli animali selvatici vi erano tenuti in gabbie; al momento opportuno venivano condotti in scena lungo rampe di accesso all'arena, o grazie ad un certo numero di montacarichi. Fu l'imperatore Onorio, un cristiano particolarmente fervente, che nel 404 pose fine ai combattimenti tra gladiatori; invece le "cacce" agli animali cessarono circa un secolo dopo. Pertanto all'inizio del medioevo il Colosseo cadde in uno stato d'abbandono. Anno dopo anno, decennio dopo decennio, l'arena si trasformò in un enorme aquitrino, pieno di fango, finché nel corso dell'XI secolo la potente famiglia dei Frangipane ne fece la propria fortificazione, includendo tra gli altri resti anche il vicino arco di Tito. La fortezza arrivava in altezza fino al secondo ordine di arcate; oggi non ne rimane traccia. Circa 200 anni dopo divenne proprietà di un'altra famiglia nobile, gli Annibaldi, e in ultimo finì nelle mani del papato: ciò provocò il ritorno del Colosseo in una condizione di completo oblìo, anzi il monumento venne depredato di diversi frammenti marmorei, utilizzati per produrre calce oppure reimpiegati in opere edilizie. |
Fra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo l'interesse dei papi si rivolse di nuovo al Colosseo, in seguito alla credenza che la sua arena fosse stata il teatro del martirio di molti cristiani. Il sito fu quindi liberato dai molti ladri e prostitute che avevano scelto queste rovine come proprio rifugio, e chiuso con cancellate. Un certo numero di simboli cristiani, fra i quali una piccola chiesa, vennero posti fra gli antichi resti. |
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