~~~ 1ª parte ~~~ |
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Mosè (dalla tomba di Giulio II) |
CONFINI piazza del Colosseo; via dei Fori Imperiali; piazza Madonna di Loreto; vicolo San Bernardo; via Magnanapoli; via XXIV Maggio; via del Quirinale; via delle Quattro Fontane; via Agostino Depretis; piazza Esquilino; via Esquilino; piazza Santa Maria Maggiore; via Merulana; piazza di San Giovanni in Laterano; complesso del Laterano (entro le mura aureliane); via della Ferratella; piazza di Porta Metronia; via della Navicella; via Santo Stefano Rotondo; via Oliviero Plunkett; via di San Giovanni in Laterano. |
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Monti è il rione più esteso di Roma, che fino al tardo '800 comprendeva anche una gran parte
dell'attuale Esquilino (XV) e Celio (XIX). Le sue strade sono state per la maggior parte
ricostruite o ridisegnate alla fine del XIX secolo, pur avendo conservato molte importanti testimonianze
del passato, che spaziano da resti databili all'età imperiale a chiese e basiliche
del Medioevo e del Rinascimento. È un rione particolarmente montuoso, come ricorda il suo stesso nome, estendendosi da un versante del Quirinale al Viminale e poi all'Esquilino, comprendendo anche una piccola parte del Celio. Lo stesso Esquilino si presenta con tre picchi separati, chiamati Cispio, Fagutale e Oppio (cfr. pianta a destra).
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Il popolo di Monti, assai orgoglioso della propria condizione, ha sempre rivendicato
di essere "più romano" degli abitanti di qualsiasi altro rione; qui un tempo si parlava addirittura
una varietà del dialetto romanesco, detta monticiano, che però è ormai andata perduta. Il giro del rione comincia tradizionalmente dalla sua estremità occidentale, occupata da un vasto complesso [1] edificato sotto l'imperatrore Traiano (110 c.ca), comprendente un foro (con inclusi un piazzale, una basilica, due biblioteche e un tempio) ed un mercato situato sul retro, le cui rovine discretamente conservate restituiscono un impressionante spaccato della vita di tutti i giorni nell'antica Roma: molte botteghe, costruite su livelli differenti, rendono questo luogo l'antesignano dei moderni centri commerciali, già in attività quasi 2.000 anni or sono! un'antica strada commerciale dei Mercati Traianei →
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Il mercato fiancheggia i Fori Imperiali [2], cioè la serie di fori che prendono il nome dal dittatore Giulio Cesare e dagli imperatori Traiano, Augusto, Nerva e Vespasiano; assieme si estendono per circa 400 metri in direzione del Colosseo [3]. Furono tutti costruiti in un arco di tempo di circa 150 anni, dal 46 aC al 113 dC, nell'area rimasta edificabile lungo il lato nord-orientale del Foro Romano. Il complesso fatto costruire da Traiano è assai più esteso degli altri; per la sua costruzione il vicino colle Quirinale dovette essere parzialmente tagliato e si dovette spianare il terreno; infatti il mercato a più piani situato alle sue spalle fu edificato lì proprio per agire da contrafforte e puntellare il colle, impedendogli di franare. ← l'estensione dei Fori Imperiali (in blu) in confronto al tessuto urbano moderno: A) Foro di Traiano, B) Foro di Cesare, C) Foro di Augusto, D) Foro di Nerva, E) Foro di Vespasiano (Tempio della Pace); l'area più in basso è il Foro Romano |
la Colonna Traiana |
I rilievi che si snodano lungo il suo fusto, dalla base verso la sommità, narrano la storia delle campagne militari di Traiano contro i Daci (abitanti dell'odierna Romania).
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i Mercati Traianei, sovrastati da Torre delle Milizie |
Alle spalle dei Mercati Traianei sorgono i resti di Torre delle Milizie, inclinata ma ancora piuttosto imponente; era una delle più alte torri medievali della città, edificata nel XIII secolo, la cui porzione sommitale però crollò solo un centinaio d'anni dopo essere stata terminata. Secondo una tradizione popolare, questo è il sito da dove si dice che Nerone abbia suonato la lira mentre nel corso del grande incendio del 64 dC si godeva il panorama di Roma in fiamme. Non è che una delle diverse centinaia di torri che una volta costellavano il panorama romano nel corso del medioevo. Tutte le famiglie importanti ne possedevano una; più importante era la casata, più alta e massiccia era la costruzione. La gran parte di esse fu demolita nel XIII secolo per effetto di un decreto promulgato da un senatore di origini non romane, nel tentativo di sedare la secolare lotta tra le famiglie nobili che parteggiavano per l'imperatore e quelle fedeli al papa (il senatore fu persino scomunicato dal pontefice per la sua "ingerenza" nella questione). |
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Oggi restano in piedi circa trenta torri, dislocate in vari punti del centro storico, e Monti è il rione dove sorgono quelle più possenti. Un'altra famosa è Torre dei Conti [4] (XIII secolo), sita all'estremità opposta dei Fori Imperiali, che una volta era alta il doppio di adesso ed era quindi considerata a buon diritto una delle meraviglie di Roma, citata anche da Petrarca. Invece, dislocate più verso la parte orientale del rione, sono le due torri lisce appartenute alla famiglia dei Capocci. |
Torre delle Milizie | la possente Torre dei Conti |
una delle due torri dei Capocci |
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la Casa dei Cavalieri di Rodi |
Dietro il Foro di Augusto è situata una costruzione tardomedievale, la Casa dei Cavalieri di Rodi. Nell'epoca delle Crociate (XII secolo) quest'ordine militare, conosciuto in seguito come Cavalieri di Malta, che aveva il compito di proteggere i pellegrini in viaggio verso la Terrasanta, fece costruire una delle sue sedi in Roma proprio alle spalle del foro anzidetto, incorporando il lato esterno del suo antico muro di cinta. La piccola casa originale fu poi notevolmente ingrandita per volere del papa Paolo II. Tutte le finestre della casa, in stile tipicamente veneziano, essendo il pontefice stesso originario della città lagunare, recano il suo stemma. |
Casa dei Cavalieri di Rodi, particolare di una finestra in stile veneziano, con lo stemma di Paolo II |
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targa del tardo '400 nel cuore della Suburra |
Nell'antica Roma l'area situata alle spalle dei Fori Imperiali era detta Subura ovvero Suburra [7] (dal latino sub urbs, cioè "ai margini della città"). Era un quartiere paludoso e piuttosto malfamato, ricoperto da tuguri dove trovavano ricovero ladri e prostitute. L'aspetto attuale della Suburra risale ai secoli XV-XVII, quando vi furono nuovamente costruite vere e proprie case; i profondi cambiamenti subiti dal rione nel XIX secolo risparmiarono in parte questa porzione del rione, che conserva le sue costruzioni antiche e le stradine strette, in perenne pendenza a causa del terreno collinoso, tagliate da poche vie lunghe e perfettamente diritte, aperte da papa Sisto V alla fine del '500. Nei secoli passati la chiesa di San Lorenzo, nel giorno dedicato a questo santo, era solita offrire ai poveri pane e prosciutto (in Latino panis et pernis), da cui è originato il toponimo via Panisperna, dove sorge la suddetta chiesa; questa è per l'appunto una delle strade lunghe di cui si diceva poc'anzi, il cui tracciato collinoso riflette quello dell'intero rione Monti. |
il saliscendi di via Panisperna, che si estende dal colle Esquilino al Viminale |
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La figura centrale, cioè Mosè, era stata originariamente scolpita seduta in posizione frontale, simmetrica; ma poi, trovandola troppo convenzionale per i suoi gusti, Michelangelo ne mutò la postura in una più dinamica. L'estrema difficoltà di utilizzare lo stesso blocco di marmo, già scolpito, per ottenere una figura differente fu affrontata da Michelangelo con grande abilità; le dimensioni della nuova statua furono leggermente ridotte, la testa venne parzialmente ruotata, trasformandone la vecchia punta del naso nello zigomo della nuova figura, la gamba sinistra fu flessa all'indietro per mascherare il fatto di essere appena più piccola dell'altra. Il corpo del papa, inizialmente imbalsamato e conservato nella basilica vaticana mentre procedevano i lavori per la tomba, subì gravi lesioni durante il sacco di Roma del 1527; ciò che dei suoi resti poté essere recuperato venne finalmente sepolto presso questo monumento nel 1610. Narra la leggenda che lo scorbutico artista, seppure compiaciuto per il risultato finale del suo lavoro, colpì la statua con un martello al grido di "Perché non parli?". Tuttavia questo monumento rappresentò per Michelangelo il suo maggior rimpianto. Su un lato della piazza dove sorge la chiesa anzidetta, un breve passaggio coperto sale da via Cavour tagliando sotto un antico complesso di edifici. Tale complesso consiste in un palazzo del XVI secolo e di una torre adiacente costruita nel '200. |
la tomba di Giulio II |
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le cosiddette case dei Borgia |
Nell'antica Roma questo era il sito del vicus sceleratus, dove secondo la tradizione si riteneva che nel 535 aC Tullia, la figlia di Servio Tullio (sesto re di Roma) e moglie di Tarquinio il Superbo (settimo re), passò col cocchio sul corpo del suo stesso padre, deposto da Tarquinio, uccidendolo. In passato le cupe memorie che questo luogo ispirava alla gente del popolo erano ancora così presenti che anche le case costruite sopra il passaggio divennero oggetto di un'altra credenza popolare: si diceva che la famosa Lucrezia Borgia, figlia del malfamato papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia), avesse avvelenato diversi amanti tra le mura di questi edifici. Infatti sono ancora comunemente noti come "case dei Borgia". Non vi è prova storica, però, che alcuno dei membri della famiglia Borgia abbia mai davvero abitato in questo luogo. L'abitazione apparteneva alla famiglia Cesarini, che nel corso degli anni la donò al locale convento. |
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