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~~~ 2ª parte ~~~
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Lungo il confine tra questo rione e quello di Trevi si trovano due chiese piccole ma davvero belle, progettate da due maestri dell'architettura barocca romana: Gianlorenzo Bernini e Francesco Borromini, la cui ben nota rivalità è descritta in Roma leggendaria pagina 2. Sant'Andrea al Quirinale [9], così chiamato perché guarda verso il lato meridionale del Palazzo del Quirinale, è opera di Bernini nota per il suo sfarzoso rivestimento interno con marmi di diverse qualità.
pianta di riferimento di Monti
via del Quirinale
L'altra, che sorge a pochi metri dalla precedente, è la borrominiana San Carlo alle Quattro Fontane [10], situata all'angolo di un incrocio decorato da quattro fontane (per i dettagli si veda il Rione II, Trevi). I romani la chiamano San Carlino, perché la superficie dell'intera chiesa corrisponde per dimensioni e disegno alla sezione di uno dei pilastri che sorreggono la cupola della basilica di San Pietro. Il suo curioso campanile è a forma di spirale, come quello di Sant'Ivo (dello stesso architetto) nel rione Sant'Eustachio.
Borromini voleva essere sepolto nella cripta di San Carlo, ma essendo morto suicida, non fu permesso che i suoi resti vi fossero inumati: la cappella che doveva accoglierli rimase vuota.

← l'ingresso di Sant'Andrea al Quirinale
l'interno della cupola di San Carlino →
via del Quirinale

Monti è anche particolarmente ricco di testimonianze medievali di ispirazione religiosa, molte delle quali situate nella parte meridionale del rione.
La più famosa è il complesso del Laterano [11], che sorge presso l'antica Porta Asinaria di età romana (cfr. le mura aureliane III parte). Comprende la basilica di San Giovanni, chiesa cattedrale di Roma, edificata per la prima volta nel IV secolo e rimaneggiata in diverse circostanze fino all'aspetto attuale (secoli XVII-XVIII). Papa Gregorio XI (1370-78) le diede il titolo di "madre di tutte le chiese del mondo". Nel medioevo, per circa 1.000 anni tutti i papi sono stati incoronati in questo luogo.

piazza di Porta San Giovanni piazza San Giovanni in Laterano
la facciata (a sin.) e il lato occidentale (a destra) della basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma

L'edificio accanto alla chiesa, il Palazzo del Laterano (1586), fu edificato sulle rovine del Patriarchium, un complesso molto più esteso dove vivevano i papi prima che la loro sede fosse spostata in Francia ad Avignone, nel 1305. Appena qualche anno dopo l'edificio fu distrutto da un grosso incendio. Infatti quando la sede del papato tornò a Roma, la residenza dei pontefici fu trasferita in Vaticano.
Di fianco al palazzo attuale sorge l'obelisco egizio più antico di Roma (cfr. obelischi per maggiori dettagli), mentre sull'altro lato della piazza un fabbricato del tardo XVI secolo racchiude l'antica cappella privata dei papi, detta Sancta Sanctorum (cioè "santa tra i luoghi santi").
È l'unica porzione superstite dell'antico Patriarchium, a cui dà accesso una rampa di gradini di marmo detta Scala Santa, erroneamente ritenuta essere quella originale proveniente dal *** di Ponzio Pilato in Palestina, dove Cristo subì il processo: per tale ragione i fedeli la salgono in ginocchio. Nella cappella, sopra l'altare è presente un'antica immagine che, secondo una tradizione popolare, fu dipinta da un'entità soprannaturale: nel mediovo in caso di peste o di altre calamità, i papi la portavano spesso in processione.
piazza di Porta San Giovanni
la Scala Santa

Non lontano, a metà strada tra il Laterano e il Colosseo, si trova un altro affascinante complesso costruito su tre livelli diversi: San Clemente [12], di cui si fa menzione anche in Curiosità romane, pagina 3.
piazza San Clemente
il nartece di San Clemente
Consiste in una Basilica Superiore (del XII secolo, con splendidi mosaici e affreschi), costruita al di sopra di una chiesa molto più antica, detta Basilica Inferiore (IV secolo), quando quest'ultima, ora completamente al di sotto del livello stradale, rimase gravemente danneggiata durante un sacco di Roma.
Ancora più in profondità sono i resti di edifici romani del tardo periodo repubblicano (secoli II-I aC) ed un mitreo, ossia un luogo dove si venerava il dio Mitra, di epoca leggermente più tarda (primi anni dell'impero).
via dei Querceti
l'abside dei Santi Quattro Coronati ha l'aspetto di una torre di difesa

Vicinissima a questo luogo è un'altra chiesa chiamata dei Santi Quattro Coronati, edificata su uno sprone roccioso: la sua struttura ricorda quella di una fortezza; infatti il suo scopo era quello di fungere quasi da bastione al vicino Patriarchium, di cui si è detto in precedenza. Fu ricostruita in queste forme dopo che nel sacco di Roma del 1084 il condottiero normanno Roberto Guiscardo l'aveva rasa al suolo, così come aveva fatto anche con San Clemente e con numerose altre costruzioni. L'Oratorio di San Silvestro, un'aula situata dirimpetto al monastero annesso alla chiesa, è interamente affrescato con un ciclo di dipinti del 1250 circa, raffiguranti la vita e le gesta di Costantino il Grande, il primo imperatore ad aver tolto il divieto di professare la religione cristiana. Anche il chiostro della chiesa (XIII secolo) è tra i migliori esempi nel suo genere, nonostante le dimensioni ridotte.

via di Santo Stefano Rotondo
Santo Stefano Rotondo
Sul versante del colle Celio che appartiene al rione Monti si trova Santo Stefano Rotondo [13], la prima chiesa italiana ad avere una forma circolare, fondata nel V secolo.
Le mura perimetrali del terreno dove sorge la chiesa sono in effetti un tratto di antico acquedotto, il ramo cosiddetto Rivus Caelimontani, descritto in Acquedotti III parte. In origine Santo Stefano Rotondo aveva due ambulacri concentrici, o navate, e quattro transetti disposti a croce. A causa delle cattive condizioni dell'antica chiesa, attorno al 1450 tre transetti e l'ambulacro esterno dovettero essere demoliti.
Nella prima metà del XVIsecolo l'ambulacro superstite fu decorato con un famoso ciclo di affreschi raffiguranti le brutali e piuttosto raccapriccianti esecuzioni di martiri cristiani ad opera degli imperatori romani.
Sotto la chiesa sono in corso degli scavi in corrispondenza di un antico accampamento militare romano.


Lungo il tratto settentrionale di Monti, in cima al colle Esquilino, presso il luogo dove si incontrano i confini di ben tre rioni (Monti, Esquilino e Castro Pretorio), sorge la basilica di Santa Maria Maggiore [14], così chiamata per il fatto di essere la maggiore chiesa di Roma dedicata a Maria. È anche detta comunemente Santa Maria della Neve perché secondo una leggenda papa Liberio fece costruire la chiesa sul luogo di un'inattesa nevicata in agosto. Ogni anno, il giorno 5 di questo mese ha luogo una popolare rievocazione dell'evento con una nevicata artificiale. In realtà la chiesa fu fondata da Sisto III subito dopo il Concilio di Efeso (431), nel quale era stata sancita la condizione di Maria quale "madre di Dio".

piazza dell'Esquilino
Santa Maria Maggiore
piazza dell'Esquilino
la cappella di Paolo V
La basilica è la quarta di Roma per dimensioni, e uno dei luoghi cristiani più sacri. Diversi altri papi contribuirono ad ingrandirla e modificarla , dal medioevo all'800. L'abside venne decorata alla fine del '200 con uno dei mosaici più belli e meglio conservati; della stessa epoca è anche il campanile, che vanta il primato di essere il più alto di Roma. Alessandro VI (1500 c.ca) vi aggiunse il soffitto a cassettoni, che si dice sia stato dorato col primo oro giunto dalle Americhe, appena scoperte qualche anno prima. Sisto V (tardo 500s) e Paolo V (primo '600) fecero costruire ai suoi lati due enormi e sfarzosissime cappelle.
Benedetto XIV (1735 c.ca) realizzò il portico e la balconata per proteggere i mosaici della facciata (XIII secolo), lasciandoli però ancora parzialmente visibili dal basso.
piazza dell'Esquilino
la cappella di Sisto V
piazza dell'Esquilino
(in alto) i mosaici della facciata, più visibili alla sera;
(al centro) un pannelo del V secolo e un particolare
del fregio musivo lungo la navata centrale;
(a destra) la colonna dalla Basilica di Massenzio
piazza dell'Esquilino
piazza dell'Esquilino
Santa Maria Maggiore è famosa per i suoi mosaici. I piccoli pannelli che seguono la navata centrale sono databili al V secolo (sono i più antichi conosciuti con soggetti religiosi), ma le ampie composizioni sulla facciata e nell'abside sono opere del tardo XIII secolo.
piazza dell'Esquilino

La colonna che si erge davanti alla chiesa è l'unica rimasta proveniente dalla Basilica di Massenzio (o di Costantino), situata nel Foro Romano. Fu trasportata qui all'inizio del '600 per volere di papa Paolo V. Invece sul retro della chiesa è presente uno degli antichi obelischi romani (cfr. Obelischi, II parte), collocatovi da papa Sisto V attorno al 1585, proveniente dal mausoleo dell'imperatore Ottaviano Augusto, nel rione Campo Marzio.

via di Santa Prassede
Santa Prassede: il mosaico della volta
nella cappella di San Zeno (IX secolo)
Un'altra chiesa antichissima nei dintorni, più piccola della basilica descritta in precedenza, è Santa Pudenziana [16], che poggia ad un livello molto al di sotto di quello stradale attuale; il suo ingresso è ora raggiungibile grazie ad una doppia rampa di scale. Le sue forme attuali risalgono al 1590, ma fu costruita per la prima volta nel IV secolo (tarda età imperiale): l'abside è decorato da un mosaico appartenente all'edificio originale, uno dei più antichi esemplari ispirato ad un tema cristiano; è interessante notare che i personaggi che vi compaiono indossano ancora toghe secondo la moda dell'antica Roma, e sullo sfondo si vede una rappresentazione molto realistica di come la città doveva apparire sedici secoli or sono.
via Urbana
mosaici del tardo IV secolo in Santa Pudenziana:
gli apostoli dall'aspetto senatoriale e gli edifici romani

Altri splendidi mosaici dell'epoca di Carlo Magno (IX secolo) si possono ammirare nella vicina chiesa di Santa Prassede [15], attualmente seminascosta in una strada stretta e buia: la volta della cappella di San Zeno ne è completamente ricoperta.

Proprio nel cuore del rione sorgeva un tempo la favolosa dimora che l'imperatore Nerone si era fatto costruire dopo che molte zone erano andate distrutte nel grande incendio del 64. Conosciuta come Domus Aurea [5], le sue numerose sale e corridoi erano meravigliosamente decorati da affreschi, mentre i giardini si estendevano su quattro diverse regiones, e comprendevano un laghetto artificiale e una statua bronzea alta 30 metri che ritaeva lo stesso imperatore con le fattezze del dio Apollo.
via della Domus Aurea via della Domus Aurea
(← a sinistra ed in alto ↑) Domus Aurea: uno dei molti corridoi
che una volta collegavano le centinaia di stanze e cortili
e tracce di decorazione sulla parete di una sala
Subito dopo la morte di Nerone, a causa della sua pessima reputazione fu distrutto tutto ciò che lo ricordava: le rovine della sua villa furono riempite e coperte di terra e l'imperatore Traiano costruì sui nuovi terreni delle terme pubbliche; alcuni frammenti se ne vedono ancora oggi nel giardino pubblico che copre la sommità del colle Oppio, ma le loro enormi dimensioni ci danno ancora oggi un'idea di quanto questo complesso dovesse essere grandioso.

Anche il lago fu prosciugato e riempito, fornendo così un'area ampia e piatta dove poi sorse il più famoso edificio pubblico dell'antichità: il Colosseo.
Quando all'inizio del XVI secolo furono rinvenute le rovine della Domus Aurea, molti artisti rinascimentali, tra cui Raffaello, erano soliti raggiungerne le sale ipogee, che chiamavano "grotte", calandosi con delle funi (e spesso lasciando sul soffitto i loro nomi ed altri graffiti). Le stupefacenti pitture murali che essi videro, i cui colori si erano in buona parte conservati a dispetto della loro età, grazie al fatto che l'ambiente sotterraneo era rimasto sigillato a tenuta d'aria, esercitarono una profonda influenza sullo stile ornamentale con cui furono decorati pareti e soffitti per tutta la durata del Rinascimento.
Purtroppo quegli antichi affreschi sono ora a malapena riconoscibili; una volta esposti nuovamente agli agenti atmosferici dopo la loro scoperta, divenuti soggetti ad infiltrazioni idriche a causa della loro posizione sotterranea, assai presto cominciarono a sbiadirsi ed oggi appaiono molto compromessi.
via della Domus Aurea
la Domus Aurea: graffiti lasciati su una volta nel '500
via delle Terme di Traiano
resti delle Terme di Traiano, sorte sulla Domus Aurea
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