
Villa Medici |
Non lontano dalla scalinata di piazza di Spagna, sulla sommità del Pincio, da dove si gode un'incantevole veduta della città, sorge la bella Villa Medici. Questo edificio del XVI secolo porta il nome di uno dei suoi primi proprietari, Ferdinando de' Medici: dapprima cardinale, divenne in seguito granduca di Toscana, e scelse la villa come residenza ufficiale a Roma degli ambasciatori del suo granducato.
Nel 1803, mentre la città era sotto amministrazione francese, Napoleone prese possesso dell'edificio e vi trasferì l'Accademia di Francia; ancora oggi Villa Medici appartiene ufficialmente allo stato francese, che per mantenere il possesso di questo storico edificio versa solo un simbolico tributo.
Le porte bronzee originali della villa sono ancora al loro posto; una di esse mostra un'evidente ammaccatura rotonda, legata ad una curiosa leggenda. |
Questa storia però non riguarda il proprietario della villa, bensì una regina, anche molto particolare: Cristina di Svezia, una delle donne di maggior cultura del XVII secolo e forse anche quella col carattere più forte.
Nata nel 1626, Cristina era stata proclamata regina all'età di soli sei anni. In gioventù si era dimostrata particolarmente brillante nei suoi studi. Contrariamente a molte donne della sua epoca, aveva deciso liberamente di non sposarsi. Quindi si era convertita segretamente alla religione cattolica, pur essendo la reggente di un paese luterano. Quando la sua controversa scelta la condusse ad un conflitto insanabile con importanti membri della sua corte, nel 1654 abdicò e abbandonò il paese natio per non farvi più ritorno. Ma anche in seguito mantenne sempre il suo titolo e visse per il resto della sua vita circondata da una piccola corte di dignitari fedeli.

Cristina di Svezia (1626-1689) |
L'anno successivo all'abdicazione venne a Roma, dove fu accolta con grande pompa da Alessandro VII; per questa circostanza un'iscrizione beneaugurale e una grossa impresa araldica riferita al papa furono scolpiti da Gianlorenzo Bernini sopra la Porta del Popolo, l'accesso alla città più settentrionale, che la regina attraversò il 19 dicembre 1655 (o il 23, secondo alcune fonti), con un lungo corteo di 255 persone, molte delle quali a cavallo. Una curiosità è che già all'epoca Cristina parlava correntemente l'italiano, senza mai essere stata in Italia prima. |
Qui dimorò nel Palazzo Riario (oggi non più esistente), situato nel rione Trastevere, dove incontrava molti artisti e letterati famosi, tra cui il compositore Alessandro Scarlatti, il commediografo Carlo Goldoni, il poeta Pietro Metastasio, lo stesso architetto e scultore Bernini, citato poc'anzi, e numerosi altri. Il circolo fu alla base della fondazione della famosa accademia chiamata Arcadia.
Oltre ad amare le arti, Cristina si interessava anche delle scienze e persino di pratiche esoteriche, come viene spiegato più in dettaglio ne La Porta Magica, nella sezione Curiosità romane.

l'iscrizione di benvenuto sopra Porta del Popolo:
AD UN INGRESSO FELICE E FAUSTO
NELL'ANNO 1655 |
Alla sua morte, avvenuta nel 1689, fu sepolta nella basilica di San Pietro, un onore riservato ai papi e a pochissimi altri sovrani.
A Cristina piacevano molto le grandi processioni e i caroselli; gli esponenti dell'alta nobiltà romana a volte organizzavano in suo onore simili eventi, in segno di amicizia; uno dei maggiori ebbe luogo a Palazzo Barberini poco dopo la sua venuta, il 28 febbraio 1656, immortalato in un grande dipinto ora nel Museo di Roma (cfr. illustrazione in basso).
Cristina di Svezia era anche nota per la sua alterigia, per la personalità complessa e controversa e per le sue abitudini piuttosto stravaganti e a volte poco ortodosse: socializzava con gli uomini senza farsi tanti scupoli, quando sedeva incrociava le gambe e dava spesso sfogo al suo carattere capriccioso usando un linguaggio volgare. Nella sua autobiografia scrisse che "le donne non dovrebbero mai regnare", pur avendo regnato lei stessa per ben 22 anni!
Anche la sua osservanza delle regole religiose come cattolica non fu mai troppo rigorosa; tuttavia la sua amicizia col papa Alessandro VII e con numerose personalità le garantiva questo privilegio. |

Cristina a cavallo,
in abiti maschili |
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Infatti la sua permanenza a Roma è costellata di aneddoti curiosi.
Ad esempio un giorno, mentre visitava il Vaticano, le fu mostrata la grande fontana in piazza San Pietro - l'unica delle due fontane gemelle attualmente presenti nella piazza che fosse già lì a quei tempi - e nel venire via disse a chi l'accompagnava: "Grazie, adesso potete chiudere l'acqua"!
Faceva anche parlare di sé perché girava per la città a cavallo, vestita da uomo, disinteressandosi della lussuosa carrozza che il papa le aveva fatto mettere a disposizione. Insomma, era davvero un tipo bizzarro.
← gran carosello in onore di Cristina di Svezia, svoltosi
a Palazzo Barberini (tela di Filippo Lauri e Filippo Gagliardi) |
La leggenda per cui Cristina viene maggiormente ricordata a Roma riguarda la cannonata che, si dice, volle sparare da Castel Sant'Angelo, la fortezza dei papi non lontana dal Vaticano.
Una mattina che si trovava lì, per qualche ragione sconosciuta, la regina prese all'improvviso la decisione di sparare
uno dei numerosi cannoni situati sulle terrazze del castello, alcuni dei quali sono ancora oggi esposti lì.
Nessuno conosce il motivo che la spinse a puntare l'arma verso il Pincio, forse fu solo per coincidenza. C'è chi avanza l'ipotesi che fosse sorta della ruggine tra lei e la famiglia Medici. Un'altra versione della storia vuole che il cardinale Azzolino, più che un buon amico per Cristina, un giorno avesse appuntamento con lei alla villa, ma non si presentò, lasciandola con un palmo di naso.

la fontana davanti al portone della villa;
si noti, al centro, la palla marmorea |
Fatto sta che la palla raggiunse il portone bronzeo di Villa Medici, lasciando su uno dei pannelli l'impronta tondeggiante di cui si è detto all'inizio.
Di fronte all'edificio si trova una fontana del XVI secolo, nella cui vasca circolare una sfera di pietra getta acqua: si narra che questa sia la stessa palla di cannone sparata dalla regina la quale, essendo rimasta intatta nonostante l'impatto, fu poi usata come ornamento davanti alla villa. |

l'impronta rotonda sulla
porta di Villa Medici
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Sebbene non vi sia alcuna prova per negare che Cristina di Svezia abbia effettivamente fatto fuoco con l'arma, sarebbe stato davvero improbabile per chiunque, se non impossibile, spedire una palla di tale peso a circa 1,5 Km, cioè la distanza che separa questo luogo dal castello (cfr. la veduta aerea qui a destra), perché nessuno dei cannoni in uso presso Castel Sant'Angelo nel XVII secolo era capace di una tale gittata.
La leggenda sembra ora essere caduta un po' nel dimenticatoio; ma nei tempi andati non vi era guida turistica o vetturino di carrozza il quale, conducendo i turisti sul Pincio, non parlasse loro della regina Cristina e del suo scatto di follia. |
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