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~ monografie romane ~ Obelischi III parte |
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| 10 · OBELISCO AGONALE |
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nomi alternativi: obelisco di Domiziano, obelisco panfilio
In uno dei luoghi più conosciuti di Roma, piazza Navona, un obelisco si erge sulla base più nobile che un monumento abbia mai avuto la fortuna di possedere: la celebre Fontana dei Fiumi, uno dei capolavori della scultura barocca di Gian Lorenzo Bernini (cfr. Curiosità Romane pagina 3 per i dettagli).
veduta d'insieme dell'obelisco sulla famosa Fontana dei Fiumi di Bernini |
Nonostante la somiglianza con le guglie precedenti, il monumento fu realizzato in loco, inclusi i geroglifici che lo ornano, verso la fine del I secolo dC, ad imitazione di quelli che erano stati trasportati a Roma dalla colonia nordafricana. L'obelisco misura in altezza 16.54 metri e con la sua celebre base raggiunge i 30.17 m. Fu scolpito utilizzando del granito proveniente dall'Egitto. Lo fece realizzare l'imperatore Domiziano (81-96), il cui nome è menzionato sul fusto come "immagine vivente di Ra". Un tempo ornava il cortile dell'Iseo-Serapeo (descritto a pagina 2). Nel 311 l'imperatore Massenzio trasferì l'obelisco al circo (cioè all'ippodromo) che faceva parte della sua tenuta privata suburbana, situata fuori città, al terzo miglio della via Appia, dove avevano luogo corse con i carri. |
i geroglifici furono incisi a Roma e qualcuno di essi ha una forma un po' fantasiosa |
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Anticamente anche piazza Navona era uno stadio, edificato dall'imperatore Domiziano (81-96) per ospitare competizioni di atletica, i ludi agonales, donde il toponimo agonale con cui era indicato questo luogo.
il Circo di Massenzio a metà del '500: l'obelisco giaceva in pezzi al centro dell'arena |
Dopo la caduta dell'Impero Romano entrambi gli stadi caddero in uno stato di abbandono, finché scomparvero. L'arena dello stadio agonale, per secoli rimasto un semplice spiazzo aperto, dalla fine del '400 cominciò a trasformarsi nell'attuale piazza. Quando alla metà del '600 Bernini vi realizzò la sua celebre fontana, decise di innalzarvi sopra l'obelisco, che all'epoca giaceva spezzato tra le rovine del circo di Massenzio. Tale scelta non fu quindi un semplice capriccio di Bernini: la guglia avrebbe dovuto rappresentare un riferimento all'antica arena sportiva, ma anche a Domiziano stesso, che era stato in origine il committente del monumento. |
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L'elemento di bronzo sopra l'obelisco, invece, raffigura una colomba con un ramoscello di ulivo nel becco: è l'impresa araldica dei Pamphilj, la famiglia di Innocenzo X, committente dell'opera di Bernini, da cui questa guglia prende il suo nome alternativo.
il Circo di Massenzio ai nostri giorni |
↑ il pyramidion dell'obelisco che raffigura Domiziano l'impresa dei Pamphilj sulla sommità del monumento → |
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| 11 · OBELISCO SALLUSTIANO |
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nome alternativo: obelisco lunare
l'obelisco in cima alla scalinata di piazza di Spagna |
Un altro obelisco romano simil-egizio è quello in cima alla famosa scalinata di piazza di Spagna, di fronte alla chiesa di Trinità dei Monti. Misura 13.9 m , e poggia su una base alta tanto quanto la guglia stessa (in totale il monumento raggiunge i 30.45 m). È detto obelisco sallustiano perché proviene dagli Orti Sallustiani (dedicati al tribuno e storico Sallustio, I secolo aC), dove fu fatto erigere probabilmente da Aureliano (270 c.ca) a decorazione del locale ippodromo (Circus Sallustianus). Lì, dopo la caduta dell'Impero Romano, cadde e si ruppe in due pezzi. Un'opera del primo '400 lo cita come giacente in un canneto fuori di Porta Salaria. Sisto V aveva in mente di farlo trasferire presso l'area accanto alle Terme di Diocleziano, ma la morte gli impedì di intraprendere questo progetto. Nel '600 i Ludovisi divennero proprietari del vasto terreno su cui giacevano i frammenti della guglia. Circa un secolo dopo (1722) il monumento spezzato fu donato a papa Clemente XII. Dopo il restauro fu trasferito presso San Giovanni in Laterano, la cattedrale romana. Ma le dimensioni assai modeste stridevano con la mole imponente dell'obelisco lateranense, che già si trovava lì, rendendo inadatto il suo collocamento in quel luogo. Per cui la piccola guglia fu semplicemente accantonata per un altro mezzo secolo, prima del suo trasferimento in due parti al sito attuale, ad opera di papa Pio VI, avvenuto il 18 e il 20 aprile 1789. |
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| L'elemento sommitale raffigura un giglio sormontato da una stella, raccordati da una minuscola pigna; il fiore è l'impresa araldica del re di Francia, che finanziò la costruzione di Trinità dei Monti, la chiesa davanti a cui si erge l'obelisco. Lungo il fusto ha geroglifici di fattura un po' rozza, che in epoca romana vennero copiati da quelli dell'obelisco egizio del Circo Massimo (ora in piazza del Popolo, cfr. pagina 1); ma lo scalpellino, ignorando il loro significato, ne scolpì qualcuno capovolto! Nei secoli passati si riteneva erroneamente che l'obelisco avesse una qualche relazione col culto lunare, ed era detta perciò "guglia della luna". Il suo basamento fu rinvenuto solo nel 1843. Nel 1926, all'inizio della dittatura fascista, fu collocato sul Campidoglio, tra Palazzo senatorio e la chiesa dell'Aracoeli, come ara ai caduti della marcia su Roma. Caduto il regime, si provvide a sistemarlo dov'è adesso, ma capovolgendolo, così da cancellarne qualsiasi significato politico. |
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| 12 · OBELISCO PINCIANO |
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nomi alternativi: obelisco di Antinoo, obelisco adrianeo
| Un obelisco assai simile, di epoca romana, si trova nei giardini che ricoprono il Pincio, al centro di un viale che dalla presenza del monumento si chiama appunto dell'Obelisco. Lo aveva fatto realizzare l'imperatore Adriano nel II secolo in ricordo del suo giovane amante Antinoo, affogato nel Nilo, presso il cui monumento funerario fu innalzata la guglia. Un secolo dopo, attorno al 220, l'imperatore Elagabalo lo spostò, usandolo per ornare la spina nel Circo Variano, uno stadio che faceva parte del complesso imperiale comprendente anche il Sessorium (cioè la residenza imperiale) e l'Anfiteatro Castrense (cfr. Le mura aureliane, II parte pagina 3) e che sorgeva fuori Porta Maggiore, nella località denominata ad Spes Veterem, a sud-est della cinta muraria. Qui cadde e, come le altre guglie, rimase sepolto fino al 1570. Nel 1632 papa Urbano VIII lo aveva fatto trasportare davanti alla propria residenza di famiglia, il costruendo Palazzo Barberini; ma poiché ostacolava il passaggio delle carrozze, non fu mai innalzato e, nella seconda metà del secolo successivo, i suoi discendenti lo regalarono al papa di allora, Clemente XIV. ← l'obelisco nei giardini del Pincio |
Quest'ultimo lo tenne nel Cortile della Pigna (oggi facente parte dei Musei Vaticani), dove rimase fino al 1822, quando un terzo papa, Pio VII, decise di trasferire la guglia nel luogo dov'è ora; in questa circostanza alla base del monumento venne apposto il suo stemma (qui in basso).
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| 13 - 14 · OBELISCHI LIBERIANO E QUIRINALE |
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Altri due obelischi romani sono quasi "gemelli". Sono assai più grandi di quelli finora descritti e si ergono sulla sommità di due diversi colli, l'Esquilino e il Quirinale.
| Sono la coppia di guglie che una volta adornava l'ingresso del mausoleo dell'imperatore Ottaviano Augusto in Campo Marzio (cfr. il relativo rione). ← gli obelischi nella loro collocazione originaria, accanto al Mausoleo di Augusto, in una ricostruzione rinascimentale i pezzi di uno degli obelischi (freccia blu) sono a terra, allineati → lungo la via che passa accanto al grande mausoleo rotondo (1577) |
C'è chi ritiene che non fossero stati collocati lì originariamnte, quando il mausoleo fu edificato, perché non vengono mai citati da alcun testo fino alla seconda metà del I secolo, lasciando supporre che potrebbero essere stati aggiunti al complesso una cinquantina di anni dopo la sua costruzione, se non anche di più. Durante il medioevo giacquero in frammenti lì accanto; papa Leone X (1513-21) ne fece dissotterrare uno, che fu poi trascinato lungo la vicina strada che corre parallela al fiume (in alto a sin.), dove viene raffigurato in alcune piante rinascimentali, ancora in frantumi.
(↑ in alto) l'obelisco alle spalle di Santa Maria Maggiore e il suo quasi gemello presso Palazzo del Quirinale (a destra →) |
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Sisto V usò questo obelisco per adornare la piazza alle spalle della basilica di Santa Maria Maggiore (in basso a sinistra). L'erezione ebbe luogo il 28 luglio 1587. Perché optò per il retro della chiesa anziché per il davanti potrebbe spiegarsi col fatto che la piazza segnava il punto finale della lunga e diritta via Felice, aperta dal papa per collegare il Pincio all'Esquilino, che era stata chiamata col nome di battesimo dello stesso pontefice. Un'altra ragione probabile è chesu questa stessa piazza si apriva il cancello principale di Villa Montalto, un'estesa proprietà appartenente proprio a Sisto V.
Circa duecento anni dopo, nel 1786, Pio VI trasferì il secondo obelisco alla piazza presso Palazzo del Quirinale, la residenza estiva dei pontefici.
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Qui la guglia, su un'alta base di travertino, è posta dietro ad una grande vasca rotonda di epoca romana adibita a fontana ed è fiancheggiata da due colossali statue di Castore e Polluce (i Dioscuri, figli gemelli di Giove) coi loro cavalli, anch'esse romane, che un tempo appartenevano alle vicine Terme di Costantino (inizi del IV secolo). Nel corso del medioevo le due figure rappresentarono uno dei punti di riferimento più importanti di Roma; infatti questo luogo veniva tradizionalmente chiamato Montecavallo proprio per la presenza di queste statue. I due obelischi sono entrambi privi di iscrizioni ed a prima vista appaiono perfettamente uguali; ma alla misurazione, quello sul colle Esquilino fa registrare 14.75 metri, mentre quello sul Quirinale è leggermente più basso, di 11 cm. Con le rispettive basi raggiungono 25.53 m (esquilino) e 28.94 m (quirinale). |
Un'altra caratteristica interessante è che queste due guglie non terminano con un pyramidion alla sommità, come qualsiasi altro obelisco, bensì hanno entrambe le estremità del fusto piatte: potrebbero essere state scolpite con questa forma, oppure il piccolo terminale potrebbe essere stato rimosso prima di innalzare i due monumenti.
Pertanto i due elementi bronzei che hanno all'estremità superiore non sono inseriti sul pyramidion, ma poggiano direttamente sulla parte sommitale del fusto. Entrambi presentano una croce e una stella a otto punte, un'impresa araldica che fa parte tanto dello stemma di Sisto V quanto di quello di Pio VI, ma solo l'obelisco sul colle Esquilino ha in più anche la piccola impresa dei "montini" (in alto a sin.).
introduzione note generali e storiche |
I parte obelischi egiziani |
II parte obelischi dell'iseo·serapeo |
IV parte l'obelisco di Axum steli moderne |
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