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obelischi
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L'OBELISCO DI AXUM

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Fino al novembre 2003 presso l'estremità orientale dell'area del Circo Massimo si innalzava uno degli obelischi più particolari di Roma, databile al IV secolo dC. La differenza rispetto agli altri dipendeva dalla sua provenienza: l'Etiopia. Ora non è più lì perché, come verrà spiegato in seguito, nel 2005 è tornato al suo paese d'origine.
Ai tempi in cui fu realizzato, la città dalla quale il monumento proviene era la capitale di un importante regno che era stato cristianizzato, e quindi aveva rapporti culturali con l'Egitto bizantino.


(↑ in alto) la finta porta alla base dell'obelisco;
il lato opposto ne ha una identica


decorazioni lungo il fusto
Si sa che in quel periodo esisteva nell'area un certo numero di obelischi simili, molti dei quali sono ancora lì (cfr. illustrazioni successive).

La principale differenza dei monoliti etiopi da quelli egiziani è che i primi sono a base rettangolare, e su un lato di questa è scolpita una finta porta. È anche uno di quelli di dimensioni maggiori, coi suoi 24 metri di altezza. Ulteriori elementi quali piccole finestre e motivi a disco ne decorano il fusto fino alla sommità. Questa culmina in un elemento semicircolare, racchiuso da borchie di metallo battuto (che in questo esemplare sono andate perdute): il significato di queste strutture è forse quello di raffigurare simboliche torri verso il cielo.

la parte sommitale una volta
era decorata con parti metalliche



Veduta di Axum, dipinto di Henri Salt (1780 - 1827)
Quello trasportato a Roma, però, è l'unico di questo tipo ad avere decorazioni su tutti e quattro i lati, due dei quali hanno la finta porta.

Diversamente dagli altri obelischi egizi e romani, quello di Axum non è a Roma da molto tempo, in quanto è giunto qui solo nel 1937, durante la campagna coloniale in Africa.
La guglia fu collocata davanti all'attuale palazzo della F.A.O., che una volta ospitava il Ministero delle Colonie; quindi lo stesso obelisco era divenuto un simbolo del colonialismo, sebbene dopo la caduta del regime fascista questo significato era ovviamente venuto meno.

In accordo al Trattato di Pace firmato nel 1947, l'Italia ha accettato di restituire all'Etiopia tutte le opere d'arte prelevate durante la guerra dal 1935 in poi.
Quindi nel marzo 1998, dopo 61 anni, l'obelisco è stato avvolto da ponteggi, in attesa di essere ricondotto nel paese d'origine.


(← a sin.)
due vecchie fotografie del 1937 che mostrano
l'obelisco trasportato in blocchi dall'Etiopia (in alto)
a Roma (in basso, davanti a Porta San Paolo)
(a destra →)
la verifica dei danni (maggio 2002)
prima dell'inizio del restauro

Ma nel 2001 un noto esponente dell'allora governo conservatore, contrario a tali patti, riuscì a far slittare la prevista restituzione; così le impalcature furono smontate e per altri cinque anni la guglia etiope rimase presso il Circo Massimo.
In questo frattempo, esattamente a fine maggio del 2002, l'obelisco subì alcuni danni dovuti ad un fulmine abbattutosi sulla sua sommità durante un violento temporale: dall'elemento più alto si staccò un cospicuo frammento.
L'intervento di restauro fu immediato, ma durò comunque parecchi mesi. Al termine dei lavori, nel dicembre 2003, cominciarono le operazioni di smontaggio in blocchi, e dopo poche settimane il monumento non faceva più parte del panorama romano.

Dopo alcune formalità burocratiche, un accurato imballaggio e una lunga attesa in un hangar, l'obelisco di Axum è finalmente tornato nel suo paese di origine, dove di recente (2008) è stato nuovamente eretto accanto ad altri monumenti simili.
(← a sin.)
Roma, marzo 2004:
il sito dove sorgeva l'obelisco


(a destra →)
Axum, novembre 2008:
l'obelisco (a sin.) è in fase
di erezione, accanto ad
un'altra guglia locale

(per gentile concessione
di Kokeb Tarekegn)





OBELISCHI MODERNI

l'obelisco davanti al fabbricato
principale della villa
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Nella prima metà del XIX secolo, due obelischi ad imitazione di quelli egiziani vennero commissionati dal duca Torlonia per i giardini di una delle sue proprietà romane, lungo via Nomentana. Le guglie furono scolpite a Baveno, nel nord Italia, e vennero trasportate a Roma per nave, seguendo un percorso molto complicato (il Po, quindi lungo tutta la costa adriatica, ionica e tirrenica, risalendo finalmente i fiumi Tevere ed Aniene), per una durata complessiva di 47 giorni; altri 8 ci vollero per trasportare ciascuno degli obelischi al proprio posto, il 4 giugno e il 26 luglio 1842.

Le due guglie sono alte 10.28 metri.

l'altro obelisco,
situato sul retro

Il duca Torlonia organizzò per l'occasione una grande festa pubblica, ad ingresso libero (l'essere vestiti decorosamente era l'unica condizione posta per avervi accesso), ricordata soprattutto per l'enorme quantità di vino distribuito gratuitamente ai convenuti.


uno degli obelischi arriva per nave (incisione del XIX secolo)

altre vedute di Villa Torlonia

Le varie costruzioni e la lussureggiante vegetazione di Villa Torlonia ne fanno uno dei luoghi di Roma da visitare, a prescindere dagli obelischi.


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Nel 1932 un obelisco bianco fu eretto davanti al Foro Italico, il vasto complesso sportivo sorto alla base di Monte Mario durante gli anni del fascismo, ispirato alla grandiosità delle architetture della Roma imperiale (in particolare, al foro); tuttavia i singoli edifici e monumenti che vi sono compresi furono disegnati secondo lo stile squadrato e piuttosto essenziale tipico di quell'epoca.
Al complesso fu originariamente dato il nome del dittatore, Foro Mussolini, il che dà ragione dell'iscrizione MVSSOLINI incisa a grandi lettere sul fusto dell'obelisco, mentre sul davanti della base è la dicitura DVX e sul lato destro, più in piccolo, OPERA BALILLA ANNO X (cioè 1932).

La parte superiore, che è il monolite vero e proprio, misura 17.4 metri, ma le sue dimensioni sono quasi raddoppiate dall'alta base di forma più irregolare, che le porta a 36.3 m. La credenza popolare che il puntale del monumento (qui a sinistra) fosse d'oro si rivelò falsa subito dopo la caduta del dittatore.

l'obelisco del Foro Italico


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Fra le migliorie all'arredo urbano in occasione dei Giochi Olimpici di Roma (1960) vi fu la realizzazione di un'alta guglia dedicata a uno dei più importanti inventori moderni italiani, Guglielmo Marconi.
Nel 1959 questa struttura di 45 metri d'altezza venne eretta nel centro del quartiere EUR, all'estemità meridionale della città.
La stele è di cemento armato, ma i 92 pannelli che lo rivestono e che raffigurano le imprese di Marconi ed altre scene allegoriche sono di marmo bianco.


← la stele dedicata a Marconi
alcuni pannelli inferiori →


...Vorreste visitare altri obelischi sparsi per il mondo? Potete provare questi altri siti di:


  • Carlos Lunghi

  • Shoji Okamoto





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