~ monografie romane ~ obelischi · II parte · |
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Altri templi dedicati a queste divinità erano un Serapeum o tempio di Serapide, costruito sotto Caracalla (nel 200 c.ca) sulle pendici del colle Quirinale, oggi corrispondente ai giardini di Palazzo Colonna (cfr. il rione Trevi), nonché un altro Iseo e Serapeo, presente sul versante meridionale del colle Esquilino a partire dal I secolo aC, appena oltre il Colosseo, in origine dedicato alla sola Iside, prima che il titolo fosse esteso anche a Serapide nell'età imperiale; in effetti, la terza Regio dell'antica Roma si chiamava Isis et Serapis proprio da quest'ultimo tempio. Oggi di questi edifici non resta niente, fatta eccezione per qualche rado frammento. resti del tempio di Iside e Serapide presso il colle Esquilino → |
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(↑ in alto) l'unico globo superstite; (↓ in basso) Attento alle mani! ...Troppo tardi ! |
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l'obelisco sull'elefante disegnato da Bernini |
Un piccolo obelisco delle dimensioni di 5.47 metri
di altezza è situato in piazza della Minerva, alle spale del Pantheon, e poggia su
una statua di elefante disegnata da Bernini, popolarmente nota come "pulcino della
Minerva" (cfr. Curiosità Romane, che porta il monumento ad un'altezza più che doppia: 12.69 m.
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l'obelisco davanti al Pantheon |
Quasi fianco a fianco con l'obelisco anzidetto, uno appena un po' più lungo, di 6.34 m, guarda il lato opposto del Pantheon, cioè la facciata, sostenuto da una fontana tardo-rinascimentale (altezza totale del monumento: 14.53 m).
La guglia però è molto più antica della fontana, del Pantheon e anche dell'obelisco della Minerva: i suoi geroglifici parlano del faraone Ramsete II, che visse nel XIII secolo aC. Lo si rinvenne nel 1374 presso la chiesa di San Macuto, non lontana dal Pantheon e pressoché coincidente con l'antico sito del Tempio di Iside; fu estratto e innalzato accanto alla stessa chiesa, dove rimase fino al 1711. |
l'obelisco di fronte a San Macuto (metà XV sec.) |
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il cartiglio di Ramsete II (al centro) e di suo figlio Merneptah |
Definito dal popolo "la guglia di mammautte", per corruzione del titolo della chiesa, ancora oggi viene da alcuni chiamato il Macuteo. Quando fu trasferito alla sua sede attuale venne aggiunto alla fontana un basamento decorato con una scogliera; tale composizione con ogni probabilità era ispirata alla berniniana Fontana dei Fiumi (cfr. il paragrafo successivo), terminata circa mezzo secolo prima, il cui disegno innovativo aveva riscosso un grande successo tra la gente. Alessandro VII vi pose alla base il proprio stemma; una delle sue imprese, una stella, si trova anche sull'elemento sommitale, identico a quello del precedente obelisco. |
l'elemento sommitale con l'impresa di Clemente XI |
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l'obelisco presso le Terme di Diocleziano |
L'obelisco è alto 6.34 m. Sul fusto ha geroglifici riferibili a Ramsete II, e poggia su un piccolo monumento a ricordo dei soldati italiani caduti nella battaglia di Dogali (Etiopia, 1887), poco dopo il suo ritrovamento. La sua prima collocazione fu l'ampia piazza davanti alla stazione centrale ferroviaria Termini, dove venne posta verso la fine del XIX secolo, dopo il rinvenimento presso il sito originale del tempio. Nel 1925, a causa delle ristrutturazioni, tanto la guglia che il monumento vennero spostati a circa 200 metri dalla piazza, al punto dov'è ora. |
sul fusto è presente il cartiglio di Ramsete II |
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la guglia davanti alla vecchia stazione in una foto dei primi del '900 |
La guglia gemella di quella anzidetta una volta si trovava nei giardini di Villa Medici, la sede dell'Accademia Francese di Roma in cima al colle Pincio. La splendida villa prese le forme attuali sotto il cardinal Ferdinando de' Medici (tardo XVI secolo), il quale era un appasionato d'arte antica, e la cui collezione comprendeva diversi reperti archeologici, tra i quali l'obelisco. |
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