II parte - il lato orientale ~ pagina 3 ~ |
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in alto e in basso a sinistra: l'acquedotto neroniano |
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Si può seguire l'aquedotto per circa 200 metri; all'incrocio con via di Santa Croce in Gerusalemme entra nei terreni di Villa Wolkonsky, residenza dell'Ambasciatore britannico, dove quindi diviene inavvicinabile. Sul lato opposto della strada, però, si possono vedere altri resti interessanti dietro una cancellata: due tombe romane [rif. pianta d], risalenti al I secolo aC, con i ritratti dei defunti in rilievo. |
le tombe di via Statilia |
particolare dei ritratti |
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il cosiddetto Tempio di Minerva Medica |
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(↑ in alto) il ninfeo in una stampa di G.B.Piranesi (1760); (← a sin.) l'interno della costruzione |
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tratto dell'Acqua Felice di Sisto V |
Poi, al primo incrocio, fa una curva a destra lungo viale Castrense, dove viene raggiunto da un'altra lunga serie di archi [rif. pianta g]
con campate alquanto ridotte (circa 2 metri). Qui passava uno dei più importanti acquedotti dell'antica Roma, iniziato sotto Caligola e terminato da Claudio, da cui il nome Acqua Claudia. In origine, l'acquedotto raggiungeva Porta Maggiore, come già menzionato a pagina 2, ma nel III secolo ne vennero chiuse le ultime arcate presso la porta, così da poter incorporare questa struttura nelle mura di difesa. Nel tardo XVI secolo, papa Sisto V ristrutturò e riutilizzò alcune parti di ciò che ne rimaneva per il suo acquedotto, l'Acqua Felice, a cui questi archi appartengono. Ora possono essere seguiti sul lato sinistro, attraversando lo spiazzo di un vicino supermercato. |
Questo era un vero e proprio anfiteatro, per giochi e spettacoli, costruito in mattoni e di forma ovale come il Colosseo ma molto meno ampio e meno decorato di quest'ultimo. Fu realizzato all'inizio del III secolo dC, circa 50 anni prima delle mura Aureliane. Sono ancora visibili alcune delle colonne che ne decoravano la superficie esterna, anch'esse in laterizio. Purtroppo l'anfiteatro non è accessibile al pubblico. Presso un passaggio ricavato nel muro, che mette in comunicazione viale Castrense con piazza Santa Croce in Gerusalemme, nell'angolo dove le mura si incontrano con l'anfiteatro, sul lato interno, è la minuscola chiesa di Santa Maria del Buon Aiuto [rif. pianta i], il cui nome deriva da una preesistente cappella che apparentemente riceveva generose elemosine; questa venne ingrandita da papa Sisto IV, nel 1476, come ricorda un'iscrizione sopra il portale. |
l'Anfiteatro Castrense, in una pianta di Roma antica (1576) |
l'ultimo tratto delle mura prima del Laterano, sul lato interno |
Sempre nei pressi dell'anfiteatro, sul lato opposto alla chiesetta, sorgeva il Sessorio: questa era una sontuosa villa costruita nel III secolo dC che alla fine dell'età imperiale (III-IV secolo) divenne residenza degli imperatori; gli unici resti dell'edificio [rif. pianta j] appartengono ad una grande sala absidata, nell'area dell'ex caserma dei Granatieri, ora museo dello stesso corpo, sulla sinistra della basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Infatti la stessa basilica una volta faceva parte del Sessorium, essendo stata trasformata in luogo di culto cristiano dalla madre dell'imperatore Costantino, Sant'Elena. Si segua il lato interno delle mura ben conservate per circa 300 metri, attraverso un giardino pubblico. Qui il livello del suolo è assai più alto di quello esterno, come si può vedere dalle strette feritoie di alcune postazioni. |
Porta San Giovanni e il tratto di mura che attraversa piazzale Appio A differenza delle porte più antiche, questa ha un aspetto assai meno marziale; con Porta del Popolo e Porta Pia fa infatti parte del gruppo delle porte rinascimentali. Il fornice con la cornice a finto bugnato e l'attico a forma di balaustra mimano il portone d'ingresso di un palazzo cinquecentesco, mentre la chiave di volta è decorata da una curiosa testa di moro.
Nel piazzale Appio la seconda tappa del giro giunge al termine. |
Si trovava lungo la via Campana (come ci ricorda l'iscrizione), che
si dirigeva verso sud, lungo il percorso che oggi corrisponde a via Appia Nuova. la chiave di volta del fornice |