I parte - il lato settentrionale

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mappa del giro - I parte
mappa generale delle mura e strade principali


Appena tornati indietro al ponte, superata la balaustra destra, prendete il sentiero che scende verso l'anello esterno del galoppatoio di Villa Borghese. Per circa 250 metri le mura rimangono parzialmente coperte per via delle siepi e degli alberi. Lungo questo breve tratto le mura circondano il lato orientale di Villa Medici (per maggiori informazioni si veda Roma Leggendaria, pagina 3).
Seguite il sentiero fino a raggiungere una sbarra che lo chiude: appena più avanti, un segnale rosso con una "M" indica uno dei molti accessi alla fermata Spagna della metropolitana.
Scendete nel sottopassaggio, girando subito a destra, poi a sinistra (come indicato nel riquadro rosso della piantina): in cima alle scale vi troverete sull'altro lato di via del Muro Torto, molto vicino al muro.
Notate le torri sporgenti a base quadrata, che ancora esistono lungo molti tratti delle mura aureliane; venivano costruite a distanza ravvicinata una dall'altra, in modo che chiunque avesse attaccato la città sarebbe stato entro il raggio d'azione di una o persino due di queste postazioni.

una delle torri lungo il muro


Porta Pinciana ha la tipica forma di una porta del V secolo
La strada continua a salire dolcemente per altri 200 m. prima di raggiungere Porta Pinciana, chiusa fra due grosse torri rotonde. All'inizio del V secolo, quando Roma cominciò a subire diversi attacchi ad opera delle popolazioni barbariche, un rivestimento di pietra bianca fu posto a copertura di questa come pure di varie altre porte, per irrobustire il vecchio muro in laterizio; davanti al fornice trovava alloggio una porta a saracinesca, azionata da una camera situata più in alto, le cui rotaie correvano su entambi i lati nello spessore del rivestimento di pietra. Presso Porta Pinciana tali dispositivi sono ancora facilmente riconoscibili.

Traversando la porta ci si sposta sul versante interno del muro: qui ha inizio via Veneto, divenuta famosa in tutto il mondo grazie al film di Federico Fellini "La Dolce Vita".
L'area un tempo apparteneva alla nobile famiglia Ludovisi, che in questo luogo possedeva una villa con un vastissimo giardino privato (30 ettari!); i suoi viali erano decorati da un centinaio di statue antiche, alcune delle quali anche molto importanti.

Quando il terreno divenne pubblico, la villa venne completamente smantellata per costruirvi un quartiere residenziale (fine del XIX secolo), a cui fu dato il nome della famiglia.
La collezione di statue fu poi acquisita dal Museo Nazionale Romano, dove si trova tutt'ora.

il casino dell'Aurora (↑) e il busto di Belisario (→)
sono le rare testimonianze della scomparsa Villa Ludovisi
Rimase in piedi solo un casino, detto dell'Aurora da un famoso affresco della dea su un carro volante, opera di Guercino (1621); il casino, attualmente in via Lombardia, purtroppo non è visitabile.
Le pochissime testimonianze rimaste di Villa Ludovisi possono ancora vedersi lungo il muro di Aureliano, dove all'altezza di via Marche una nicchia ovale alloggia un enorme busto marmoreo, detto di Belisario (famoso generale bizantino del VI secolo), ma forse dell'imperatore greco Alessandro Magno, mentre di fronte a via Abbruzzi una fontanella riporta l'iscrizione Fons Ludovisia.

Per evitare l'intenso traffico di corso d'Italia, seguite la più tranquilla via Campania: quisi può vedere come, sul versante interno, nello spessore del muro è ricavato un camminamento che permetteva alla guardia di raggiungere le numerose torri.

Presso via Romagna (si riconosce facilmente da un palazzo moderno che sorge proprio all'angolo), il lato esterno del muro conserva una curiosa memoria della dura battaglia combattuta nel 1870 dall'esercito italiano che assediava Roma, ancora sotto il dominio del papa.
Traversando corso d'Italia e guardando verso il centro della seconda torre, noterete facilmente una breccia [rif. pianta d] prodotta da un colpo di cannone. Guardate attentamente: la palla di cannone è ancora lì, saldamente incastrata nel muro!

il camminamento interno presso Porta Pinciana


la palla di cannone, incastrata nella torre
Torniamo su via Campania, e quando la trada giunge al termine, presso via Lucania, giriamo nuovamente all'esterno, finché si incontra la larga piazza Fiume, dove il muro ora si interrompe [rif. pianta 3]: qui sorgeva la successiva Porta Salaria. Dopo essere rimasta danneggiata dalla battaglia del 1870, la porta divenne ben presto un problema per il crescente traffico, così alla fine del XIX secolo fu semplicemente eliminata; ora è ricordata assai modestamente da una grossa lapide, nel bel mezzo della strada. La porta sorgeva lungo la via Salaria, che conduceva verso la Sabina, a nord-est (vedi pianta degli ANTICHI DINTORNI DI ROMA): grazie a questa strada i romani praticavano il commercio del sale con le popolazioni locali. Ancora oggi la via segue la direzione originaria.

Sul lato opposto della strada, dove il muro ricomincia, noterete una piccola area [rif. pianta e] chiusa da una grata metallica, tra via Piave e via Sulpicio Massimo.


pietra tombale di Quinto Sulpicio Massimo
In questo punto sorgeva la tomba di Quinto Sulpicio Massimo, un giovane romano vissuto nel tardo I secolo dC, così dotato al punto di risultare vincitore in una gara di poesia nonostante la giovane età, ma che poco dopo morì a soli 11 anni.
Sulla pietra tombale in marmo bianco, un tempo incorporata nella porta scomparsa e ora posta sopra alcune rovine, subito dietro la grata, è incisa la sua composizione.

Appena voltato l'angolo, quasi alla sommità del muro, si vede una specie di sporto di forma cilindrica, sorretto da due mensole [rif. pianta f]. Questo era un necessarium, cioè un... gabinetto per i soldati di guardia!
Una volta ve ne erano molti lungo il muro originario, ma questo sembra essere l'ultimo rimasto.

il necessarium; si notino anche qui
i danni lasciati dall'artiglieria nel 1870



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