LE MURA DEI PAPI
parte II

il giro completo del Vaticano


~ pagina 1 ~



All'estremità del Passetto, di fronte a piazza San Pietro, comincia via di Porta Angelica. In passato questa strada conduceva a Porta Angelica, la seconda delle sole due appartenenti al muro di Pio IV; il nome "Angelica" ricordava il papa, il cui nome era Angelo Medici.

Sul lato sinistro della strada vedrete un muro moderno che demarca il confine ufficiale tra l'Italia e la Città del Vaticano. Prima del 1929 i due territori non erano separati; solo in seguito al Concordato noto come "la Conciliazione", firmato da Pio XI e da Mussolini, fu tracciato un nuovo confine, e venne eretto un muro per separare fisicamente i due stati.
Si supera dopo pochi metri la Porta Sant'Anna, [rif. pianta b], l'unico punto di accesso da cui è normalmente possibile entrare nel piccolo stato per chi non è cittadino vaticano (ciò richiede un permesso o visto). Questa porta, come pure qualsiasi altro punto d'accesso al Vaticano, è costantemente sorvegliato dalle Guardie Svizzere.
Mentre siete davanti a Porta Sant'Anna, guardando alle spalle del presidio delle guardie, vedrete chiaramente il fianco di una robusta torre rotonda [map ref. c]. Questa è una di quelle che papa Nicolò V verso la metà del '400 costruì lungo il preesistente muro di Leone IV (al cui posto ora sorgono degli edifici).


veduta delle mura vaticane (pianta del 1590, orientata ad est):
nell'angolo in alto a destra (freccia) è Porta Angelica, Porta Pertusa
si trova nell'angolo opposto; evidenziate in giallo sono le antiche
mura di Leone IV, e i torrioni rotondi aggiunti da Nicolò V


In fondo a via di Porta Angelica si cominciano a vedere le alte palme di piazza del Risorgimento. In questo punto [rif. pianta d] il muro moderno si incontra ad angolo retto con quello edificato da Pio IV nella seconda metà del '500. Un grosso stemma di Pio IV campeggia in alto sul cantone.
Esattamente in questo punto una volta sorgeva Porta Angelica, attraverso cui i pellegrini diretti al Vaticano entravano in città venendo da nord.

ciò che resta della porta: confrontare questa immagine con quella
a destra: sapreste riconoscere da dove provengono i frammenti?
La strada lunga e diritta che aveva origine da questa porta si chiamava anch'essa Angelica; Pio IV l'aveva fatta aprire come una scorciatoia: dopo aver seguito la via Cassia (una delle maggiori strade consolari che giungevano a Roma dal settentrione) attraverso la nuova via i pellegrini venivano condotti direttamente alla tomba di San Pietro. Oggi la toponomastica non è più la stessa, ma la strada ancora oggi corre diritta per circa 1.5 km per raggiungere la riva del Tevere, dove segue il corso del fiume per un altro chilometro e infine si incontra con via Cassia, proprio come una volta.

la Porta Angelica originale,
in un'incisione del XVIII secolo

Come già accennato a pagina 1, tanto la porta che la parte più lunga del muro (cioè da questo punto fino al castello) furono demolite alla fine del XIX secolo in seguito alla costruzione del quartiere.
Ne rimangono solo pochissimi resti: sul lato opposto della strada, dirimpetto all'angolo [rif. pianta e], un piccolo frammento della base del muro è ora coperto da un pannello di vetro, ben al di sotto del livello stradale. Invece qualche resto della scomparsa Porta Angelica è stato affisso alla parte di muro ancora in piedi, subito dopo l'angolo: una coppia di angeli, lo stemma di Pio IV che in origine si trovava sul fornice della porta e un'iscrizione in latino che dice "EGLI TI MANDÒ I SUOI ANGELI AFFINCHÉ TI PROTEGGANO IN TUTTE LE TUE STRADE").

il muro di Pio VI (a sinistra) raggiunge il bastione di Paolo III;
si noti anche la porta moderna, aperta nel 2006, chiusa da battenti di bronzo
Solo qualche metro più avanti noterete anche una moderna porta di bronzo che reca le insegne dell'attuale papa Benedetto XVI. Questa posterula è stata aperta nell'antico muro nel 2006.

Lasciandosi la piazza alle spalle, la strada piega quasi subito a destra. Questa via è chiamata dei Bastioni di Michelangelo. Qui il muro di Pio IV si congiunge a quello più antico, che circa 30 anni prima era stato voluto da Paolo III. Si faccia attenzione alla differenza di altezza dell due strutture: il primo muro raggiunge a malapena il cordolo dell'altro. Ciò è dovuto al terreno su cui sorgono, che in origine era in pendenza (siamo alle pendici del colle Vaticano); ora invece il terreno appare perfettamente in piano, grazie alla realizzazione alla fine dell'800 di un enorme terrapieno di livellamento, che ha sepolto il muro di Pio IV fino ad una certa altezza.

La costruzione merlata che svetta in cima alle mura è il rinascimentale Palazzetto Belvedere; fa ora parte dei Musei Vaticani.
Al primo inrocio il muro fa un altro gomito, questa volta a sinistra, formando un poderoso bastione [rif. pianta f] il cui progetto fu disegnato da Michelangelo (donde il nome della via). In alto, sull'angolo, un grosso stemma di famiglia di Paolo III con i sei gigli dei Farnese.
Il muro segue viale Vaticano, una lunga strada che sale gradualmente il versante occidentale del colle. Fatte poche decine di metri, si oltrepassano a sinistra due grandi portali: l'ingresso ai Musei Vaticani. Uno dei due (in origine, l'unico esistente) è decorato con due statue che rappresentano Michelangelo e Raffaello ai lati dello stemma di Pio XI (1932).
La strada si fa via via più in salita; quando arriva a piegare verso sinistra, il paesaggio cambia decisamente aspetto: viale Vaticano si restringe, e comincia a serpeggiare attorno alle mura di confine fino alla sommità del colle.

il bastione di Paolo III, disegnato da Michelangelo


le statue sull'ingresso ai Musei Vaticani

un tratto ombreggiato del versante ovest delle mura
Questo tratto di mura abbastanza lungo ha quattro bastioni, cioè quattro postazioni a forma di punta di freccia con una struttura rinforzata (cfr. l'illustrazione in basso); quando i nemici attaccavano nello spazio compreso tra due di essi, sarebbero rimasti entro il raggio di tiro dell'artiglieria. In particolare, dai finestroni situati all'angolo di ciascun bastione (ed ora murati) facevano fuoco i cannoni.

Sul lato della strada opposto alle mura, dove una volta uno scosceso strapiombo proteggeva la cittadella vaticana, ora sorgono le palazzine di un moderno quartiere.


un tipico bastione; si notino nell'angolo i finestroni da dove venivano sparati
i cannoni e, sotto, un piccolo passaggio di servizio (ora entrambi murati)
A causa delle brusche curve della strada è più sicuro camminare sul lato opposto al muro, sempre prestando molta attenzione al traffico che sfreccia veloce.

Può sembrare strano che questo lungo tratto di mura non avesse alcuna porta, ma fino a tutto il XIX secolo alle spalle del Vaticano non esisteva altro che un'area rurale, senza neppure una strada che l'attraversasse: una porta in questo punto sarebbe stata del tutto inutile, ed avrebbe perfino indebolito la struttura difensiva.
Vi si aprivano solo delle posterule, cioè piccoli passaggi di servizio, come quello mostrato in basso a sinistra, spesso situati presso un bastione o in un punto facilmente difendibile: consentivano agli operai di eseguire periodici controlli, e all'occorrenza di restaurare le mura.


un passaggio di servizio: si noti
la piccola impresa araldica sul fornice
Quando il Vaticano divenne indipendente (e le mura si trasformarono in un vero e proprio confine tra due stati), tutti questi passaggi vennero chiusi; si possono ancora riconoscere facilmente dallo stipite bianco che li incornicia e, a volte, dalla trama del laterizio leggermente diversa. Molti di essi hanno scolpito sul fornice una piccola impresa araldica o il nome di un pontefice.

il muro esterno è mostrato in azzurro; i resti del muro più antico
di Leone IV (frecce gialle) sono ancora visibili dall'alto

Sul versante interno di questo tratto, del tutto nascosti alla vista, sorgono i resti del più antico muro difensivo edificato nel IX secolo da Leone IV (cfr. l'illustrazione in alto a destra), poi rinforzato da Nicolò V alla metà del '400 mediante l'aggiunta di torrioni rotondi.


lo stemma di Urbano VIII

Sul lato esterno, invece, osserverete lungo il percorso un certo numero di stemmi papali appartenenti a diversi pontefici che allungarono il perimetro delle mura o le fecero restaurare. In particolare, uno di quelli più rappresentati raffigura tre api: questa è l'impresa di famiglia dei Barberini, che si riferisce a Urbano VIII (1623-44).

Sulla sommità del colle si raggiunge finalmente il bastione più ad ovest, così aguzzo che la strada quasi compie un'inversione ad U: da questo angolo si ha contemporaneamente la visuale sui versanti occidentale e meridionale delle mura.




torna all'INDICE GENERALE il giro completo del Vaticano - pag.2 torna all'INDICE DELLE MURA

l'aguzzo bastione all'estremità occidentale