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Ettore Roesler Franz
e la Roma perduta
l'Isola Tiberina e Ponte Cestio
Torre Frangipane


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via del Portico di Ottavia


 



Il ghetto ebraico di Roma era uno dei soggetti preferiti di Roesler Franz, che gli dedicò diversi acquerelli. Questa pagina prende in considerazione due vedute del Portico d'Ottavia.
In età romana era costituito da un colonnato coperto per uso pubblico, situato accanto allo scomparso Circo Flaminio. Di forma rettangolare, misurava all'incirca 120 x 130 m, e ciascuno dei suoi quattro lati aveva una doppia fila di colonne. Era stato costruito la prima volta nel II secolo aC, poi ricostruito nel I secolo dC dall'imperatore Ottaviano Augusto, che diede al portico il nome di sua sorella Ottavia, a cui l'aveva dedicato; infine fu nuovamente ricostruito attorno al 200 ad opera di Settimio Severo e Caracalla. Ciò che oggi si indica col nome di Portico d'Ottavia [1], però, è solo uno degli ingressi della struttura originaria, con qualche colonna superstite, cioè le sole parti ad essere rimaste in piedi (cfr. l'immagine a lato).
i resti del Portico d'Ottavia

Questi resti si trovano presso una delle estremità del vecchio ghetto ebraico di Roma, un vero recinto con enormi portoni vigilati da guardie, dove fino al 1870 tutti gli ebrei dovevano vivere, avendo facoltà di lasciare l'enclave solo durante il giorno. Il confine del ghetto correva lungo via del Portico d'Ottavia [2], la strada che si vede al di là dell'arco in entrambi i dipinti, dove le casupole in cui vivevano le famiglie ebraiche sono chiaramente visibili. Da quando il ghetto era stato istituito, nel 1555, queste case erano sorte una sull'altra, così da sfruttare al massimo il poco spazio disponibile, e spesso poggiavano su strutture di età medievale, preesistenti. Sul versante opposto del ghetto, il Tevere agiva da confine naturale del il recinto.

Sin dai tempi più antichi, sotto il portico si è sempre tenuto un mercato del pesce [3], una tradizione che è durata fino ai primi del '900.

Quando i portoni del ghetto vennero definitivamente aperti, nel 1870, molte delle vecchie costruzioni vennero rimpiazzate da fabbricati più nuovi e confortevoli. L'intero lato ovest di via del Portico d'Ottavia [4] venne demolito, e accanto al portico furono rinvenute alcune colonne, in precedenza nascoste dalle casupole.

Sul lato est della via [5], invece, alcune palazzine de secoli XV-XVI di un certo interesse storico ed artistico, che appartenevano a famiglie non ebraiche, vennero liberate dai contrafforti, rinforzi, e quant'altro vi era stato aggiunto nel corso del tempo, e completamente restaurate.
Anche il livello del suolo ha subito dei cambiamenti. Lungo la via, è più o meno lo stesso che si vede nei dipinti di Roesler Franz. Ma in tempi recenti sotto il Portico d'Ottavia è stato condotto uno scavo, così da portare alla luce la base della struttura romana e la pavimentazione originale, quasi 2 m al di sotto di quella attuale.




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