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Trilussa in gioventù e in età matura |
Lungi dall'essere un intellettuale - da ragazzo Trilussa non aveva brillato negli studi - fonte della sua ispirazione erano le strade di Roma, assai più che i libri. Era ancora un ragazzo quando le sue prime poesie vennero esaminate dal suo insegnante di lettere, Francesco Chiappini (che viene ricordato per essere stato l'autore del primo dizionario di romanesco mai pubblicato); ma egli disse chiaramente alla madre del giovane Carlo Alberto che suo figlio non sarebbe mai stato un poeta. E per il resto della sua vita Chiappini continuò a criticare Trilussa, nonostante il suo successo, probabilmente per sola invidia. Quando un giornale locale gli pubblicò le prime opere, queste ricevettero presto il consenso dei lettori, e furono ben presto pubblicate nella prima delle sue molte raccolte di poesie. La sua popolarità gradualmente si trasformò in vera e propria fama: tra il 1920 e il 1930 era piuttosto noto in tutta Italia, e tenne recital in cui declamava le proprie poesie in diverse città. Ciononostante, non frequentò mai i circoli letterari, ai quali continuava a preferire i caffé e le osterie. |
il busto di Trilussa nella piazza omonima |
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Trilussa al caffé |
Negli anni successivi, però, la struttura sociale della città sarebbe inevitabilmente cambiata in maniera assai profonda; l'ispirazione che il poeta traeva così intimamente dalle vecchie atmosfere romane era destinata pian piano ad abbandonarlo. I suoi anni migliori giungevano così al termine.
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Oltre a comporre versi, il poeta illustrava anche alcuni dei suoi sonetti e poesie
con disegni, una piccola selezione dei quali è mostrata qui a sinistra e più in basso, rivelando un altro
lato del suo temperamento artistico. Il dialetto usato da Trilussa è piuttosto diverso da quello dei "Sonetti" belliani: molto più limato nei suoi tratti dialettali, e assai più vicino all'italiano, come d'altronde veniva parlato in quegli anni: uno degli effetti del nuovo livello culturale medio della popolazione, che verso la fine dell'800, dopo la caduta dello Stato Pontificio, si era notevolmente innalzato. Per questo motivo Trilussa ricevette anche critiche da alcuni poeti dialettali più "puristi" del suo tempo. |
Anche il contenuto delle loro opere è chiaramente diverso. Mentre Belli usava la poesia come pretesto per scrivere satire, Trilussa, al contrario, usava l'umorismo come pretesto per scrivere poesie. La conseguenza diretta è che le composizioni di Trilussa sono meno pungenti, meno amare dei sonetti al vetriolo di Belli, ma il tipo di umorismo a cui entrambi attingono è esattamente lo stesso. Altra caratteristica delle opere di Trilussa sono gli animali: in molte delle sue poesie leoni, scimmie, gatti, cani, maiali, topi, ecc. danno vita a divertenti situazioni che mettono in ridicolo i molti vizi e difetti dell'uomo; la breve poesia L'Omo e la Scimmia è emblematica:
Tra i suoi meriti artistici, di Trilussa viene anche ricordata una collaborazione col famoso fantasista Ettore Petrolini (1884-1936), con cui scrisse alcuni testi brillanti in dialetto.
la targa alla base del busto del poeta, con una delle sue famose poesie
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