~ Monografie Romane ~

Fontane
· II parte ·
le fontanelle

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ALTRE FONTANELLE DEI SECOLI XIX E XX


fontanella con la testa di lupa
I nasoni non sono l'unico tipo di fontanella prodotta in serie a Roma. Attorno agli anni '30, un certo numero di prismi di travertino, il cui stile essenziale ricalcava quello di molti edifici sorti nella stessa epoca, furono collocati in prevalenza nei giardini e nei parchi pubblici; qualcuno ne comparve anche nei rioni del centro storico, in aggiunta ai cilindri di ghisa preesistenti. Come bocchetta, le nuove fontanelle avevano una testa di lupa, simbolo di Roma, forgiata in bronzo.

una delle poche fontanelle →
con la traccia dei fasci sul lato


causa un eccesso di flusso, la lupa qui in alto
emette acqua sia dalla bocca che dal foro superiore
Di queste fontanelle ne sono rimaste diverse, ma assai poche hanno ancora la testa di lupa originale che, in caso di danno o di furto veniva rimpiazzata con un cannello semplice (cfr. la foto nell'introduzione).
Durante lo stesso periodo vennero prodotte anche, in numero assai più ridotto, fontanelle dalla linea molto simile alle precedenti ma decorate col simbolo del regime di allora (cfr. foto qui sopra): avevano tre fasci di marmo verde su ciascun lato e un cannello semplice. Sui pochissimi esemplari rimasti, della decorazione originale è rimasta solo la traccia (in alto a destra).
questo tipo di bocchette avevano il foro superiore situato
tra gli occhi dell'animale oppure (a sinistra) sul muso

Assai più graziose di quelle prodotte in serie sono le cosiddette fontanelle rionali. Costituiscono una serie di nove esemplari, realizzati nel 1927-1928 dall'architetto Pietro Lombardi, a cui il governatore di Roma aveva commissionato la realizzazione di un certo numero di fontanelle a beneficio dei rioni storici (cfr. I 22 Rioni), ciascuna delle quali ispirata agli elementi caratteristici del proprio rione; in origine erano dieci, ma nel 1943 una di esse andò distrutta in un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale.

  • la Fontanella di Monti
  • la Fontanella degli Artisti per Campo Marzio
  • la Fontanella dei Libri per Sant'Eustachio
  • la Fontanella della Pigna per Pigna
  • la Fontanella del Timone per Ripa
  • la Fontanella della Botticella per Trastevere
  • la Fontanella delle Tiare per Borgo
  • la Fontanella delle Palle di Cannone per Borgo
  • la Fontanella dell'Emiciclo (vedi sotto)
  • la fontanella del quartiere San Lorenzo, non più esistente


  • (← a sin.) la fontanella delle Tiare e (↑ in alto) la fontanella degli Artisti, quella della Pigna e quella del rione Monti

    In questa pagina ne viene mostrata solo qualcuna, ma ciascuna di esse è illustrata nella sezione I 22 Rioni. nella pagina del rispettivo rione. Tra i vari rioni, Borgo è l'unico a vantare tre diverse fontanelle dedicate al proprio patrimonio, ma di esse ne rimangono in sede solo due: la Fontanella delle Tiare (presso il confine vaticano, riferita al tradizionale copricapo papale) e la Fontanella delle Palle di Cannone (all'estremità opposta del rione, dedicata al vicino Castel Sant'Angelo).

    Entrambe sono allacciate all'Acqua Pia-Marcia, la cui apertura era stata voluta da Pio IX, l'ultimo "papa re", di cui l'acquedotto portava il nome.
    Prima che nascessero le fontanelle rionali, Borgo veniva già raggiunto dallo stesso acquedotto a mezzo di una fontanella preesitente (a destra), situata all'incirca a metà di Borgo Pio.

    ← Fontanella delle Palle di Cannone

    Fontanella dell'Acqua Pia-Marcia →
    Nello stesso rione un'altra fontanella del 1898, detta dell'Acqua Angelica (come porta scritto) era allacciata all'Acquedotto Vergine; un tempo si trovava addossata alla chiesa di Santa Maria delle Grazie presso la scomparsa Porta Angelica (maggiori dettagli sulla porta si trovano nella sezione Le mura dei papi, I parte, pagina 1). Quando nel 1939 anche la chiesa venne demolita, la fontanella fu trasferita a piazza delle Vaschette, a poca distanza, e dovette essere posizionata al di sotto del livello stradale della piazza, poiché a causa della notevole distanza dal corso principale dell'acquedotto (cfr. Acquedotti, pagina 2) questo luogo è raggiunto da una pressione idrica abbastanza bassa, se il insufficiente ad alimentare una fontana a livello stradale.
    la fontanella in Borgo che versa acqua di Trevi (1898)

    Una terza fontana realizzata da Pietro Lombardi per il rione Borgo un tempo si trovava nella scomparsa piazza Scossacavalli, la cui posizione fino ai primi anni '30 corrispondeva alla parte centrale di via della Conciliazione (l'ampio viale che conduce a San Pietro); lì la fontana sorgeva accanto ad una più antica e di dimensioni maggiori ad opera di Carlo Maderno, descritta nella parte III, pagina 13. Quando l'intera parte centrale del rione fu demolita per l'apertura del suddetto viale, entrambe le fontane furono rimosse e stivate per diversi anni. Ma mentre nel 1957 il ripristino di quella maggiore, in un rione centrale, fu abbondantemente pubblicizzato, ciò non accadde con quella minore, che nel 1964 fu rimontata quasi di nascosto nel quartiere periferico settentrionale di Tomba di Nerone, accanto a una piccola targa ai caduti di guerra. Così per molto tempo la fontana fu creduta scomparsa.

    la fontana in piazza Scossacavalli (Borgo), attorno al 1930 →

    la fontanella nella sua collocazione attuale
    Appena qualche anno fa il figlio di Pietro Lombardi, che per coincidenza si trovava a passare per via Cassia, la riconobbe e scrisse un articolo, dando notizia del ritrovamento.
    Consiste in una vasca semicircolare, con una colonnina al centro ed altre due analoghe agli angoli, ciascuna delle quali porta scolpiti due rilievi: una stella a otto punte (colonnina centrale) e una testa di leone (quelle laterali) e, più in basso, rispettivamente tre monti e lo stemma di Roma.

    stemma di Sisto V
    La stella, la testa di leone e i monti si riferiscono allo stemma di Borgo il quale, a sua volta, ha assunto questi simboli dallo stemma di papa Sisto V, al tempo in cui il rione venne incluso nell'area urbana di Roma (1586).

    lo stemma del rione Borgo (in alto a destra)
    e una delle colonnine della fontana →


    Altre tre fontanelle meritano di essere menzionate, in quanto il loro disegno le fa apparire più antiche della loro vera età.
    Quella situata in via Paolina raffigura un cherubino, in uno stile pseudo-rinascimentale, nonostante risalga al 1930 (più esattamente "Anno VIII" dell'era fascista). È allacciata all'Acqua Pia-Marcia.

    Una è a piazza della Cancelleria, realizzata negli stessi anni (1928-30), ed ha l'insolita forma di un triangolo. Da una rosa a cinque petali al centro di un grosso stemma cardinalizio l'acqua cade in una vaschetta simile ai vecchi beveratori descritti a pagina 1; il fiore è l'impresa araldica del cardinale Raffaele Riario, nipote di papa Sisto IV (1471-84) e fondatore del grande palazzo della Cancelleria, sul lato opposto della piazza, decorato anch'esso con numerose rose simili, mentre il grifone nella metà superiore dello stemma si riferisce al rione Parione (per entrambi cfr. Parione nella sezione Rioni). La fontanella è allacciata all'Acquedotto Vergine.
    (↑ in alto) fontanella triangolare con lo stemma
    del cardinale Riario e il grifone del rione Parione;
    (← a sin.) fontanella di linee rinascimentali in via Paolina

    La terza, coeva, ha una bocchetta a forma di testa di orso, ed è anch'essa collegata all'Acquedotto Vergine, come si legge chiaramente sulla stessa fontanella. L'animale richiama il vicino Albergo dell'Orso, del XV secolo (cfr. I Rioni, Ponte), situato in fondo alla stessa strada.

    (← a sin.) fontanella a via di Monte Brianzo con la testa d'orsa (in alto ↑)

    fontanella presso la quercia del Tasso →

    Lungo la passeggiata del Gianicolo, presso l'antica quercia del Tasso (cfr. I Rioni, Trastevere), esiste un piccolo teatro del 1619; in corrispondenza di questo punto, lungo la strada, una fontanella del 1925 è decorata con una lira e una spada, simboli della poesia epica, che si riferiscono al suddetto teatro.

    Un'altra piuttosto nota è quella detta Fontanella della Carlotta. Il nome si riferisce all'immagine in rilievo, appena tratteggiata, di una figura femminile immaginaria dai lunghi capelli, che emette un getto d'acqua in una minuscola vasca cilindrica. È situata in un pittoresco angolo nel cuore della Garbatella, un quartiere sorto tra il 1920 e il 1929.

    ↑ Fontanella della Carlotta →
    Le estensive trasformazioni che stravolsero diverse aree centrali di Roma nel corso dei primi decenni del XX secolo lasciarono molte famiglie senza un tetto; queste persone furono trasferite alla Garbatella, quasi come dei rifugiati. Infatti, allora questa era una zona suburbana e piuttosto malfamata. Col passare del tempo, però, fu gradualmente incorporata dall'area urbana in continua espansione, e ben collegata al resto della città.
    Poiché molte delle sue tipiche case d'epoca sono perfettamente conservate, è ora uno dei quartieri più affascinanti di Roma.
    Trovare la piccolissima piazza dov'è situata la fontana può risultare impresa non facile, anche disponendo di una pianta, perché le strette vie della Garbatella sono come un labirinto. Ma chiedete a qualunque abitante come raggiungere la Fontanella della Carlotta: ve la saprà indicare ad occhi chiusi!
    La lista delle fontanelle romane è ben più lunga; alcune di quelle che non sono state fin qui menzionate, chiamate semplicemente col nome del luogo dove si trovano, vengono ricordate nelle illustrazioni che seguono.


    fontanelle in piazza Iside (1900 c.ca)...

    ...in via Nicola Zabaglia, a forma di brocca (1931)...

    ...e in piazza Santa Croce in Gerusalemme (1926)

    Prima di lasciare l'universo delle fontanelle per approdare a quelle più famose, in scala più grande, vale la pena di citarne una davvero curiosa, illustrata in basso a destra.

    graziosa fontanella in piazza Messico
    È situata nella centrale via Veneto, sul lato della strada opposto all'Ambasciata degli Stati Uniti: la Fontanella del Cane. Il minuscolo abbeveratoio, che si nota appena, alto circa 60 cm, fu realizzato dal proprietario di un vicino bar a beneficio dei cani a spasso coi propri padroni lungo la celebre strada della Dolce Vita. Le tre lettere sulla testa del cane, ABC, si riferivano al nome del bar, oggi scomparso.
    la Fontanella del Cane


    fontanella del Foro Italico,
    con quattro semplici elementi ad L

    fontanella sul Gianicolo

    una di due fontanelle gemelle
    in piazza Perin del Vaga


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    I PARTE
    FONTANE ANTICHE

    pagina 1



    pagina 2



    pagina 3



    ~~~ FONTANELLE ~~~

    III PARTE
    FONTANE MAGGIORI