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NOME Il rione di Sant'Eustachio venne così chiamato dal titolo dell'antica chiesa dedicata
al martire, che sorge proprio al centro di quest'area.
La sua denominazione medioevale Regio Sancti Eustachii et Vinee Tedemarii, ai tempi in cui questa era la sesta delle Regiones, fa riferimento anche al vasto terreno coltivato (vinea) di proprietà di Tedemario, un personaggio oggi sconosciuto, che visse forseattorno all'anno 950.
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CONFINI Corso del Rinascimento; piazza delle Cinque Lune; piazza di Sant'Agostino; via di Sant'Agostino; via dei Pianellari; via dei Portoghesi; via della Stelletta; via di Campo Marzio; piazza di Campo Marzio; via della Maddalena; via del Pantheon; piazza della Rotonda; via della Rotonda; piazza di Santa Chiara; via di Torre Argentina; largo Arenula; via Arenula; piazza Benedetto Cairoli; via dei Giubbonari; via dei Chiavari. ELEMENTI DI INTERESSE (i numeri neri fra parentesi quadre nel testo si riferiscono alla pianta qui in basso) A causa della sua forma lunga e molto stretta, questo rione attraversa molte delle aree storiche di Roma, sebbene i suoi confini non comprendano ufficialmente alcuno dei luoghi-simbolo della città. Nell'antica Roma Sant'Eustachio avrebbe coperto la porzione orientale del Campus Martius, dove sorgevano diversi edifici pubblici importanti, ma già alla fine del primo millennio non ne rimaneva in piedi nessuno. |
il lanternino di Sant'Ivo |
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Nel corso del tardo Medioevo il rione venne ricostruito, con un'elevata densità
di piccole case ad uso privato, abitate dalle classi sociali media e bassa. Nel 1303 venne qui fondata la prima Università di Roma, che vi rimase fino al 1935. Nei primi anni del XX secolo, alcune sostanziali modifiche all'antico impianto stradale, legate a motivi di viabilità, sovvertirono notevolmente il nucleo originale di Sant'Eustachio. |
Il cuore di questo rione è la pittoresca piazza [1]
che prende il nome da Sant'Eustachio. Qui sorge una chiesa dedicata al santo, sul cui timpano si vede una testa
di cervo. Infatti l'edificio fu eretto sul luogo dove sarebbe avvenuto il martirio del soldato romano. Le sue forme attuali risalgono al 1720 circa, ma il campanile è ancora quello della struttura medioevale (tardo XII secolo). |
piazza Sant'Eustachio |
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una tipica madonnella fa bella mostra di sé sulla facciata di un'antica palazzina, a piazza delle Coppelle |
Di fronte alla chiesa, nella stessa piazza, si trova uno dei bar più conosciuti della città, che prende nome da quello del Rione, dove si serve uno dei caffè migliori e più ristretti che è possibile bere a Roma; per tutti coloro che passano lì accanto, fermarsi a bere un espresso è doveroso, ma vi si trovano in vendita anche una varietà di dolci e prodotti vari aromatizzati al caffè. |
le due colone superstiti dalle terme di Nerone |
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la fontana e l'obelisco davanti al Pantheon |
Il confine rionale taglia piazza della Rotonda [2]
in due metà: quella a sud, nella quale sorge il Pantheon, appartiene al Rione IX, Pigna, mentre quella settentrionale, con una splendida fontana del XVI secolo che sorregge un piccolo obelisco egiziano proveniente dal Tempio di Iside (di cui si parla anche in Obelischi, pagina 2), appartiene a Sant'Eustachio. Prima di essere trasferito qui nel XVIII secolo, l'obelisco sorgeva presso la piccola chiesa di San Macuto, a breve distanza da questa piazza, nel Rione III Colonna, nello stesso sito dove era stato probabilmente rinvenuto
nel tardo Medioevo. Per tale ragione l'obelisco è talvolta chiamato Macuteo.
La piazza è ora letteralmente circondata da bar, caffé, e persino da un ristorante fast food il quale, secondo l'opinione di molti amanti di Roma, non avrebbe mai dovuto essere aperto proprio di fronte ad un sito storico di tale importanza quale il Pantheon. Anche nei secoli passati questa piazza era stata deturpata da molte taverne e locande, al punto di coprire la visuale del famoso monumento. Per tale ragione nel 1822 papa Pio VI le fece demolire, ripristinando l'originale bellezza di questo sito, come viene ricordato in una grossa targa in latino, sulla quale si legge: |
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Per buffa coincidenza, questa targa ora sovrasta proprio l'anzidetto ristorante, quasi un monito che eccheggia dal passato, sebbene né i proprietari del locale né tantomeno i suoi numerosi avventori sembrano essere consapevoli della paradossale situazione. |
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Il grande edificio adiacente al complesso anzidetto [4] è la sede del Senato della Repubblica. Fu edificato verso la metà del nel XVI secolo per Margherita d'Austria, figlia di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero, e sposata con un esponente della famiglia Sforza. Ucciso quest'ultimo, risposò un Farnese. Questa era la sua residenza romana. Poiché a lei ci si rivolgeva chiamandola "Madama", anche l'edificio è sempre stato chiamato Palazzo Madama. Nella stretta via degli Staderari che divide La Sapienza dal Senato si trova la fontanella rionale di Sant'Eustachio (1927), chiamata Fontana dei Libri, con una testa di cervo fra quattro volumi che si riferiscono alla vicina Università. La medesima strada si allarga in un piccolo spiazzo, dove si può vedere un'altra fontana più grande, di granito egizio, rinvenuta durante operazioni di scavo presso il palazzo del Senato. La grande vasca verosimilmente apparteneva alle terme di Nerone, che nell'antichità si estendevano su quest'area; infatti alcuni resti dello stabilimento romano ancora esistono nei sotterranei del palazzo del Senato.
Ma in Sant'Agostino si trova anche un altro dipinto di Caravaggio, la Madonna di Loreto, anche detta dei Pellegrini dalle due figure in primo piano, una cruda, realistica rappresentazione della Vergine con l'aspetto di una popolana, a cui si rivolgono con venerazione due anziani contadini, ciò che originariamente indusse i religiosi della chiesa a rivolgere aspre critiche al dipinto del famoso autore.
La graziosa fontana davanti a Sant'Andrea della Valle in origine era sita in una piazza al centro del Rione XIV, Borgo, chiamata piazza Scossacavalli, scomparsa a causa delle demolizioni poco dopo il 1930, e trasferita qui negli anni '50.
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