~ monografie romane ~ Fontane · III parte · fontane maggiori PAGINA 18 |
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Non lontana da Porta del Popolo, l'ingresso alla città più a settentrione, una volta sorgeva Ripetta, il secondo porto fluviale di Roma. Molte merci giungevano al porto principale di Ripa Grande, situato nella parte meridionale del corso del Tevere, ma le botti di vino, il legname e qualche altro genere commerciale proveniente dal nord venivano portati qui. Il sito era stato usato come luogo di scarico di chiatte e barconi sin dal '300, ma solo all'inizio del XVIII secolo la riva del fiume venne strutturata come un vero porto. L'architetto Andrea Specchi realizzò un'ampia scalea, che dalla strada scendeva giù verso il margine dell'acqua; su una terrazza posta nel centro si trovava una piccola fontana, e due corte colonne su cui veniva registrato il livello che l'acqua raggiungeva durante le frequenti alluvioni. Ancora una volta, il marmo impiegato per la costruzione del porto proveniva da un monumento antico: nel 1703 un terremoto aveva mandato in frantumi una delle arcate del Colosseo, e i travertini caduti si trasformarono nella principale fonte di materiale edilizio per la scalinata di Ripetta! |
il porto di Ripetta nel XVIII secolo; si noti la terrazza centrale dov'erano collocate la fontana e le due colonne |
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La fontana risale al 1705 c.ca, mentre il lampione fu aggiunto qualche anno dopo. Nonostante il trasferimento ad altra posizione, continuò ad essere perfettamente funzionale fino ad una decina di anni fa, quando rimase a secco; purtroppo da allora non è mai stata riattivata. |
(↑ in alto) lo stemma di Clemente XI; (← a sinistra) la parte anteriore della fontana |
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Appena a sud dell'Isola Tiberina, non lontano dal vecchio sito del porto di Ripa Grande, si trova un'altra fontana con le insegne di Clemente XI. Il luogo è di per sé affascinante, essendo affollato di antiche costruzioni la cui datazione attraversa l'intera storia di Roma antica: il Tempio di Vesta dei primi secoli della repubblica, l'Arco di Giano Quadrifronte e l'Arco degli Argentari dell'età imperiale e infine la Casa dei Crescenzi, la chiesa di San Giorgio al Velabro e quella di Santa Maria in Cosmedin del periodo medievale. Molti turisti visitano quest'ultima chiesa perché sotto il suo portico si trova la celebre Bocca della Verità. Con una simile cornice, la fontana viene a malapena notata, chiaramente sovrastata dall'importanza di queste antichità. |
la fontana a forma di stella |
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Inoltre per un lungo periodo la fontana è rimasta a secco, e questo è un altro motivo per cui nessuno le prestava attenzione. Per fortuna negli ultimi anni l'acqua è tornata a sgorgare. Eppure anche quando è asciutta questa interessante composizione può essere considerata un valido esempio di arte tardo-barocca. |
lo stemma di Clemente XI |
La sua costruzione fu commissionata da Clemente XI all'architetto Carlo Francesco Bizzaccheri, che la ultimò nel 1715. La vasca fu disegnata come una stella ad otto punte, una delle imprese dello stemma di famiglia del papa. Il centro è occupato da un gruppo di rocce, un soggetto del quale Clemente XI si era innamorato forse a causa del grande successo della Fontana dei Fiumi di Bernini, costruita quando il pontefice era ancora un ragazzo. Lo stesso tema era già stato usato per l'anzidetta fontana di Ripetta, e nel 1711 anche quella davanti al Pantheon era stata modificata con l'aggiunta di un gruppo di rocce a sostituzione dell'elemento centrale primitivo, un vaso (cfr. pagina 4). Due tritoni con le gambe avvinghiate poggiano su questa ruvida piattaforma, sollevando le braccia verso l'alto a sorreggere sopra le loro teste il catino sommitale, a forma di grossa valva di ostrica, ai lati del quale si trova lo stemma degli Albani. |
i tritoni e l'ostrica |
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I PARTE FONTANE ANTICHE |
II PARTE FONTANELLE |
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