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~ monografie romane ~ Fontane · III parte · fontane maggiori PAGINA 3 |
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Secondo il documento della congregazione dei cardinali, in questo luogo dovevano sorgere due fontane, ad entrambe le estremità dell'ovale. Poiché la conduttura attraversava il centro della piazza, fu deciso di aggiungere al progetto originale una terza fonte d'acqua corrente, un semplice "beveratore" per cavalli, a metà fra le opere più grandi. Delle due fontane principali se ne occupò Della Porta. |
piazza Navona (primi del '600): si vedono bene le due fontane e il beveratore al centro; nella metà sinistra della piazza una piccola folla circonda un ambulante o un ciarlatano |
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Su suo progetto vennero realizzate due vasche di marmo di forma mistilinea; nella versione originale poggiavano su due gradini. Poi ciascuna delle due venne circondata da una cancellata marmorea, per impedire che le molte carrozze che transitavano nella piazza arrecassero loro dei danni. Poiché le due vasche necessitavano ancora di decorazioni, Della Porta pensò di riciclare i quattro grandi tritoni che erano stati già scolpiti per piazza del Popolo (cfr. pagina 2), ma erano stati tenuti da parte. |
le maschere e i tritoni attorno alla vasca |
Questi furono usati per la fontana all'estremità meridionale della piazza: qui l'acqua sgorgava da un modesto gruppo di rocce nel centro della vasca, e dai corni suonati dai quattro tritoni. Piccoli gruppi aggiuntivi, raffiguranti una maschera in mezzo a due delfini, furono scolpiti per ciascuna delle due fontane. Ma quando fu il momento di scolpire i rimanenti quattro grandi tritoni (o simili figure) per la fontana del lato nord, i fondi erano terminati. Anche le maschere che avrebbero dovuto ornare la sua vasca spoglia furono dirottate ai lavori di costruzione di un'altra fontana che Della Porta stava conducendo, davanti al Pantheon. Questa disposizione rimase tale per quasi un secolo. |
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Quando nel 1651 il beveratore al centro della piazza fu rimpiazzato dalla famosa Fontana dei Fiumi di Bernini (descritta nella seconda metà di questa pagina), con i fondi che avanzavano venne ingrandita anche la fontana meridionale. Per quale ragione i soldi furono spesi per questa, e non per quella sul lato opposto, ancora incompiuta, lo si comprende facilmente osservando che a sud della piazza, dirimpetto alla fontana, sorge Palazzo Pamphilj, e colui che aveva ordinato i lavori era lo stesso proprietario dell'edificio, papa Innocenzo X, al secolo Giovanni Battista Pamphilj. Bernini, incaricato anche di questo lavoro, sostituì le rocce con un gruppo formato da tre delfini sormontati da una grossa conchiglia, un murice, che il popolo di Roma non tardò a soprannominare "la Lumaca". |
la fontana e Palazzo Pamphilj |
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la soluzione finale per la Fontana del Moro, compresa la piscina aggiunta da Bernini |
Dopo un ulteriore tentativo non andato a buon fine, il versatile artista finalmente soddisfece il papa disegnando una figura barbuta discinta, nell'atto di trattenere un delfino per la coda, mentre dalla bocca di quest'ultimo, fra le gambe dell'uomo, esce l'acqua. Stanti le proporzioni fra le due statue, o l'uomo è un gigante, oppure il delfino è nano! L'espressione facciale della figura maschile, vagamente somigliante a quella di un africano (benché Bernini non l'avesse scolpito così di proposito), fece sì che la si indicasse comunemente come "il Moro", donde il nome Fontana del Moro, che tutt'ora viene usato ufficialmente. Invece l'altra fontana, all'estremo nord della piazza, priva di alcun particolare gruppo o decorazione, veniva chiamata Fontana dei Calderai, dalle vicine botteghe che vendevano pignatte, padelle e altre stoviglie di metallo. |
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Ciò è strano, perché a causa delle sue pessime condizioni, nessun artista avrebbe pensato a scegliere Pasquino come modello. Inoltre, in quel periodo le "statue parlanti" costituivano il peggior nemico del papa-re (che in questo caso era il committente di Bernini), e il vecchio torso senza arti si assumeva la paternità di gran parte dei cartelli satirici contro i potenti, che spesso gli venivano affissi nottetempo. Ma Bernini era notoriamente un uomo di spirito, e la sua scelta potrebbe non essere stata una pura coincidenza, magari una vendetta per come Innocenzo X lo aveva trattato in precedenza. |
il Moro (a sinistra) e il vicino Pasquino |
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la "Lumaca" di Bernini (copia) |
Ora il lettore potrebbe domandarsi quale fine toccò alla "Lumaca". Questa fu effettivamente utilizzata per un'altra fontana, un'opera tarda di Alessandro Algardi (1600-54 c.ca), situata nel cuore di Villa Pamphilj, una volta giardino privato della nobile famiglia, ed oggi parco pubblico. In epoca recente il gruppo originale fu sostituito con una copia, e trasferito alla Galleria Doria Pamphilj. E il vecchio beveratore? Dapprima fu trascinato all'estremità nord della piazza, e semplicemente lasciato accanto alla Fontana dei Calderai, finché quest'ultima non fu ultimata. Poi fu trasferito a Villa Borghese, vicino al laghetto, dove tutt'oggi lo si può vedere. Ma mentre accadeva tutto questo, a piazza Navona aveva luogo un'altro cambiamento, piuttosto scellerato. Poiché i tritoni e i gruppi con le maschere scolpiti da Della Porta già mostravano evidenti segni del tempo, anziché restaurarli si pensò di trasferire anche loro a Villa Borghese; a piazza Navona furono rimpiazzati con delle copie scolpite dallo sconosciuto Luigi Amici, mentre gli originali, esposti alle intemperie e agli occasionali vandali, continuarono a deperire sempre più. |
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Villa Borghese: (in alto) il vecchio beveratore e (a destra) una delle maschere originali di Della Porta, su un beveratore a sarcofago |
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la Fontana dei Fiumi |
Con l'approssimarsi dell'anno 1650, un anno giubilare, papa Innocenzo X
aveva in mente di costruire una terza fontana in piazza Navona, dove sorgeva il suo palazzo di famiglia, rimpiazzando il beveratore al centro con qualcosa di più maestoso. Sotto il pontefice precedente Urbano VIII (Barberini), il fontaniere ufficiale era stato il famoso architetto Gianlorenzo Bernini. Le famiglie Barberini e Pamphilj, però, erano in conflitto, al punto che dopo la morte di Urbano VIII e l'elezione di Innocenzo X alcuni membri della famiglia Barberini furono perseguitati e dovettero fuggire da Roma. Questo spiega perché Innocenzo X scelse di patrocinare non Bernini (che aveva realizzato numerose splendide opere per i suoi avversari), ma un altro famoso architetto: Francesco Borromini. |
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Bernini, relegato in un angolo da papa Innocenzo, aveva ricevuto l'incarico di costruire una nuova conduttura per raccogliere acqua dal punto terminale dell'Aqua Virgo (cioè l'attuale Fontana di Trevi), e portarla direttamente a piazza Navona: la vecchia diramazione non consentiva un sufficiente flusso idrico per una terza fontana di grandi dimensioni. In questa circostanza Bernini ricorse alla sua astuzia partenopea. La cognata di Innocenzo X, Donna Olimpia Maidalchini (più semplicemente Pimpa o Pimpaccia per il popolo romano, che la detestava), era una donna molto avida; specialmente dopo la morte del marito, il fratello del papa, ella era nota esercitare una forte influenza sulle decisioni di Innocenzo. Bernini, pur non prendendo parte al concorso, elaborò lo stesso un magnifico progetto, e ne realizzò un modello in argento, che poi offrì in regalo a Donna Olimpia, facendole luccicare gli occhi. |
lo stemma dei Pamphilj sui due lati della fontana |
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l'obelisco sulla sommità della fontana |
Le spese per la nuova fontana si rivelarono così elevate che per soddisfare la cognata Innocenzo X dovette imporre una tassa sul pane. E così il popolo ebbe una ragione in più per odiare Pimpaccia.
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L'allegoria del Nilo fu scolpita con la testa velata, in riferimento alle sorgenti del fiume allora sconosciute, essendo state scoperte solo nel XIX secolo.
Sui lati settentrionale e meridionale sono affissi due magnifici stemmi dei Pamphilj, riccamente ornati, idealmente rappresentanti l'autorità religiosa di Innocenzo X sull'intero mondo. L'acqua scaturisce da diverse aperture nelle rocce, una volta dal colore dorato (erano coperte da vernice), e si raduna in una grande vasca a terra. Una varietà di animali fa riferimento ai quattro continenti. ← il Nilo velato la plateale posa del Rio de la Plata → |
Sotto al Rio de la Plata un alligatore fa capolino dallo spigolo settentrionale della fontana: il suo aspetto è davvero curioso, poiché probabilmente né Bernini né le sue maestranze ne videro mai uno dal vivo; sul versante occidentale dello stesso angolo spunta dalle rocce un gruppo di cacti. Un grosso pesce e un serpente d'acqua nuotano in superficie nella grande vasca, ingoiando l'acqua e rappresentando così un fantasioso dispositivo di drenaggio. |
I PARTE FONTANE ANTICHE |
II PARTE FONTANELLE |
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